TAORMINA – Il Comune di Taormina avvia l’iter per l’individuazione di 5 mila nuovi posti auto al servizio della città e l’iniziativa della Giunta De Luca accende il dibattito. Sulla questione registriamo una lettera aperta inviata a TN24 dal collega, stimato giornalista taorminese, Antonello Francica.
“Ma davvero – scrive Antonello Francica a TN24 – Taormina ha bisogno di 5000 nuovi posti auto? E’ quanto viene da chiedersi dopo la lettura dell’articolo “Abbuffata di parcheggi, ma la Ztl che fine ha fatto?” pubblicato sul vostro giornale. Se l’anno prossimo si trovasse una tale enorme quantità di nuovi posti auto, si pure nei paesi vicini, significherebbe far affluire in centro storico una massa aggiuntiva di almeno 15.000 persone al giorno, se non di più. E il centro storico non conta 11.000 abitanti, ma molti di meno (6-7000 mi risulta), poiché va da sé che chi viene in gita a Taormina non lo fa per andare a Trappitello o in altre frazioni. Allora perché pensare a una soluzione simile che finirebbe con il soffocare ancora di più questa città già oggi in crisi d sovraffollamento turistico, come del resto molti altri posti in Italia e altrove?”.
“L’impressione è che non si pensi molto al futuro, e che si navighi a vista (o ad effetto?) cercando soluzioni tampone di scarsa efficacia. Giusto chiedersi che fine ha fatto la Ztl, ma a mio avviso si potrebbe fare di più. Per esempio, prendendo il coraggio a quattro mani, si potrebbe lanciare un progetto per dire stop al traffico e liberare definitivamente tutto il centro storico. Pensate che i turisti non verranno più? Non credo; anzi chi troverà la città più respirabile e meno caotica, finirà con l’apprezzarla di più”.
MENO AUTO IN STRADA. “Certo, i residenti in possesso di posto auto non vanno bloccati, ma comunque l’obiettivo di lasciare meno auto possibili in strada andrebbe perseguito. Questo, per inciso, vale anche per i non residenti: se hai il posto auto entri, altrimenti ti fai l’abbonamento in uno dei park comunali e arrivi in centro con le navette. Ovviamente va anche consentito l’ingresso ai mezzi addetti al carico e scarico delle merci, purché le regole siano chiare e vadano rispettate”.
ASPETTANDO LE SOLUZIONI RADICALI. “Taormina ha bisogno di respirare, non di andare in debito di ossigeno con altre 5000 auto al giorno in più nei mesi di punta. Avete provato in questi giorni ad attraversare le strisce pedonali all’angolo tra via Costantino Patricio e l’arco dei Cappuccini? Se va bene, si rischia l’intossicazione da benzene, tanta è mefitica la concentrazione di gas di scarico in quella piccolissima area. E allora, non sarebbe il caso di cominciare a pensare a soluzioni radicali? Con criterio, magari affidando uno studio ad una delle nostre Università, oppure bandendo un concorso di idee e poi scegliere la migliore? Non andrebbe perso altro tempo, poiché più si temporeggia e peggio sarà, dato che anche per i prossimi anni si stimano flussi turistici che batteranno ogni record precedente”.
CREARE EQUILIBRIO. “Andrebbe pensata e costruita una città sostenibile, in senso ambientale e anche sociale, andrebbe creato un giusto equilibrio tra chi ci vive e lavora e tra quanti arrivano per visitarla in numeri sempre crescenti. Con lo sguardo rivolto alle nuove generazioni, si potrebbe anche cominciare a programmare qualche piccola grande cosa. Come il rimboschimento delle collinette che dominano la via Garipoli, oggi orribile strada d’accesso alla città, metterci alberi, sistemare le piazzole di sosta davanti alla Madunnuzza, e infine riempire di fiori la rotonda davanti al Lumbi magari scrivendo “Benvenuti a Taormina”.
GUARDARE AL FUTURO. “Abbiamo bisogno – conclude Francica – di un progetto complessivo, che riorganizzi e razionalizzi tutto l’assetto viario (a proposito, cosa si aspetta a creare un’alternativa alla strozzatura di via Cappuccini?) e di conseguenza la vita dei cittadini. Intendo i cittadini taorminesi , non solo i turisti ai quali tuttavia va rivolto un grande grazie perché continuano ad alimentare il fenomeno Taormina. Ma facciamo qualcosa che guardi al futuro più lontano, prima che la festa finisca”.


