Il 5 agosto del 1989 a Villagrazia di Carini, nel Palermitano, la mafia uccideva l’agente della Polizia di Stato Antonino “Nino” Agostino e sua moglie Ida Castelluccio. Nino e Ida furono uccisi da sicari giunti in moto che non esitarono, dopo aver colpito il poliziotto a puntare le armi contro la moglie. La crudeltà della mafia fu ancora più efferata poiché la morte colpì la coppia in una fase di estrema felicità della loro vita, sposati da poche settimane ed in attesa del loro primo figlio. Oggi, a 37 anni da quel vile attentato mafioso, la giovane coppia è stata ricordata dalla Polizia di Stato sul luogo dove furono colpiti, alla presenza dei familiari, del questore di Palermo, Vito Calvino, oltre che delle autorità civili e militari, con la deposizione di una corona di alloro. Successivamente è stata celebrata una messa in suffragio delle vittime, presso la Cappella della Caserma “Pietro Lungaro”, a Palermo, officiata dal Cappellano della Polizia di Stato, Don Massimiliano Purpura e da Don Ciotti. “Il loro sacrificio e la memoria della loro storia sono simbolo di coraggio contro la prevaricazione mafiosa e pilastro fondamentale nella lotta contro la criminalità organizzata per le nuove generazioni“, è stato sottolineato nel corso della commemorazione.
“Oggi ricorre il 37^ anniversario dell’uccisione dell’agente Nino Agostino e della moglie Ida Castelluccio. A 37 anni da quel tragico 5 agosto 1989, il loro ricordo resta vivo nella memoria della Sicilia. Ricordare Agostino e Castelluccio significa rinnovare l’impegno delle istituzioni per la verità, la giustizia e la legalità. La Regione Siciliana è vicina alle loro famiglie e a quanti, in questi anni, hanno continuato a chiedere piena verità su quella tragica vicenda”. Così sui social il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani.
“Oggi Palermo ricorda Nino Agostino e Ida Castelluccio, assassinati dalla mafia il 5 agosto 1989. Ricordarli significa riaffermare il valore di due giovani vite spezzate dalla violenza mafiosa e il dovere delle istituzioni di continuare a cercare tutta la verità. In questo anniversario il nostro pensiero va anche a Vincenzo Agostino, che ha dedicato il resto della sua vita a chiedere giustizia per suo figlio ed è diventato il simbolo di una ricerca instancabile e di una dignità che ha parlato all’intero Paese. Oggi sentiamo il dovere di dire che Palermo non dimentica. Onorare Nino, Ida e l’esempio di Vincenzo Agostino significa custodire una memoria che ci richiama, ogni giorno, alla responsabilità, alla giustizia e al rifiuto di ogni forma di mafia”. Lo dichiara il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla.


