Dusan Vlahovic ha rilasciato un’intervista a Mozzart Sport e ha raccontato l’addio alla Juventus: “Arrivavo da un anno difficile. Ho iniziato dalla panchina perché stavo entrando nell’ultimo anno di contratto. A mio parere, questo è stato l’unico motivo. Certo, sono arrivati anche due nuovi attaccanti, ma ho accettato quel ruolo perché ho deciso di andare in quella direzione. C’era pressione da parte del pubblico, dei media e dei tifosi… Capisco perfettamente i tifosi che leggono e accettano quello che viene detto loro. In tre anni, per quanto si sia scritto sul mio rinnovo di contratto con la Juventus, non ho avuto alcuna conversazione specifica con la dirigenza del club fino alla fine della stagione. L’ultima volta che abbiamo parlato è stato senza un accordo. Si è parlato molto del fatto che chiedessi varie condizioni, ma c’era molta pressione su di me che mi disturbava, perché so qual è la verità e so cosa è successo”.
“Non parlerei di una cospirazione. Penso che siano cose normali, che succedono a tutti, soprattutto ai giocatori che entrano nell’ultimo anno di contratto. Ma, come ho detto, per tre anni si è scritto che mi rifiutavo di prolungare la mia collaborazione, che non volevo parlare con la società del rinnovo del contratto. L’unica verità è che non ho avuto alcuna conversazione specifica con la società a riguardo. Certo, c’erano voci tipo “dovremmo parlare del tuo contratto”, “forse dovresti prolungarlo, firmarne uno nuovo”, ma niente di più. Non ci sono state discussioni concrete, non ci siamo seduti a parlarne. Deve aver in qualche modo influenzato anche i tifosi”.
“Dopotutto, il fatto che mi sia infortunato sei mesi prima della scadenza del mio contratto e il tipo di infortunio che ho subito, credo dica molto sul mio atteggiamento nei confronti della Juventus, indipendentemente dal fatto che io sia all’ultimo o al primo anno di contratto. Ma dev’essere stato difficile. Non è piacevole quando lo stadio ti fischia in un’amichevole contro la squadra Under 23”.


