Al via da oggi (10 aprile) in tutta Europa l’Entry Exit System (EES), il nuovo meccanismo digitale per monitorare gli spostamenti dei cittadini extra-UE all’interno dell’Unione. Introdotto lo scorso ottobre, il sistema ha affrontato una fase di rodaggio complicata, segnata da frequenti blocchi tecnici e attese estenuanti ai valichi di frontiera.
Il funzionamento prevede che, al primo ingresso, i viaggiatori registrino i propri dati biometrici (impronte digitali e scansione del volto) e le informazioni del passaporto presso appositi chioschi situati in porti, stazioni e aeroporti. Una volta archiviate queste informazioni, per i viaggi successivi basterà una rapida verifica dei dati prima di partire. Tuttavia, l’impatto sul traffico passeggeri preoccupa gli addetti ai lavori. Secondo l’Airports Council International (ACI), nelle aree dove l’EES è già attivo, i tempi di attesa ai controlli sono balzati del 70%. Questa criticità ha spinto scali importanti, come quelli di Parigi e Lisbona, a interrompere i test o a chiederne la sospensione totale durante l’estate per evitare il collasso dei terminal.
In una nota congiunta, Olivier Jankovec (ACI) e Ourania Georgoutsakou (Airlines for Europe) hanno sollecitato la Commissione Europea e i singoli Stati a mantenere la possibilità di disattivare il sistema, anche solo parzialmente, per tutta la stagione estiva 2026. L’obiettivo è garantire una flessibilità operativa che eviti il caos nei periodi di picco, estendendo tale opzione anche all’inverno 2026/2027 se le falle tecniche non verranno risolte. Al momento, i governi nazionali conservano la facoltà di richiedere deroghe temporanee per gestire i grandi flussi turistici fino al termine dell’estate.


