Tre parole e il mondo trema: “Non cambia nulla”. Per Donald Trump, non sarebbe motivo di preoccupazione apprendere che la Russia potrebbe aver deciso di fornire informazioni di intelligence all’Iran nella guerra contro Usa e Israele.
Sarebbe una frase come tante se non fosse il prologo a quello che poi ha aggiunto il Presidente degli Stati Uniti. Alle domande su quali siano oggi i rapporti tra la Casa Bianca e Mosca e quali potrebbero diventare se la Russia dovesse decidere di fornire appoggio all’Iran, Trump ha risposto che si tratta di “un problema semplice”. E qui arriva la parte che fa capire come l’orlo del baratro possa essere qualcosa di reale di fronte alla follia a chilometro zero che sta mettendo in campo Trump in Iran.
“Non ci sono indicazioni che stia accadendo. Se lo stanno facendo, non stanno facendo un buon lavoro: l’Iran non se la passa bene. Possono dare tutte le informazioni che vogliono, stiamo travolgendo l’Iran e travolgeremmo anche la Russia”.
Non servono troppi commenti per comprendere la gravità della situazione e la fragilità estrema degli equilibri geopolitici internazionali e l’enorme spada di Damocle che pende sull’economia globale, con l’Europa in primis a tremare. Ma peggio ancora Trump non comprende, o fa finta di non comprendere, la facilità estrema con la quale i droni iraniani stanno arrivando a bersaglio le difese degli Stati Uniti e dei paesi del Golfo. Gli iraniani vanno a “dama”: colpiscono gli Stati del Golfo e destabilizzano il quadro (Dubai docet) e minacciano le grandi potenze, un tempo difficilmente aggredibili perché i missili costavano tanto. Oggi anche un semplice drone, che evidentemente costa molto meno, è in grado di scatenare l’inferno.
Non a caso c’è già chi teme che l’Iran possa diventare un altro Vietnam per gli americani. Un conto è essere abituati a dominare una guerra, tutta un’altra storia è dover affrontare una guerriglia che non dà punti di riferimento. L’America ha l’esercito più forte del pianeta ma non basta. L’Iran non ha un esercito all’altezza della situazione e tuttavia sta portando il conflitto sul piano che non era difficile prevedere: colpire bersagli strategici per scompaginare tutto e tutti. Lo sta facendo sfidando le super-potenze e l’intelligence proprio con i droni. Ecco perché c’è da augurarsi che non venga mai il momento di azioni terroristiche.
Di certo Trump sta riuscendo nella peggiore impresa possibile: risvegliare il sentimento anti-americano nel mondo musulmano. Un concetto che potrebbe allargarsi all’intero Occidente e quindi all’Europa. Con tutti gli annessi e connessi inquietanti del caso, che speriamo vivamente rimangano tali soltanto sulla carta, visto il prezzo altissimo che il mondo ha già pagato per tanto tempo al terrorismo.


