“Andremo avanti fino a quando sarà necessario”. Lo ha dichiarato il presidente Usa Donald Trump in conferenza stampa, precisando che l’operazione potrebbe durare più del previsto. “Avevamo previsto dalle 4 alle 5 settimane, ma abbiamo le capacità di andare avanti molto più a lungo”, ha detto Trump.
Il presidente Usa non ha escluso l’invio di truppe di terra in Iran “se fosse necessario” “Non ho alcun problema con gli ‘stivali’ sul terreno”, ha detto Trump. “Non dico che non ce ne sarà bisogno. Dico che probabilmente non ne abbiamo bisogno”, ha aggiunto. A proposito di alcuni sondaggi che mostrano la disapprovazione per parte degli americani riguardo l’attacco in Iran, Trump ha risposto: “Non è una questione di sondaggi. Non si può permettere all’Iran, che è una nazione governata da pazzi, di avere un’arma nucleare”.
NETANYAHU: “VICINO IL GIORNO IN CUI IL POPOLO ROVESCERA’ IL REGIME”
“Si avvicina il giorno in cui il popolo iraniano potrà rovesciare il regime: noi saremo al suo fianco”. Lo ha dichiarato il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, durante una visita a Beit Shemesh, dove ieri è caduto un missile iraniano che ha provocato una decina di vittime. Il premier è intervenuto sull’operazione Il ruggito del leone lanciata sabato contro il regime iraniano. “Siamo al terzo giorno dell’operazione. L’abbiamo lanciata per allontanare da noi il tentativo di rinnovare le minacce esistenti. L’abbiamo lanciata per creare le condizioni affinché il coraggioso popolo iraniano si liberasse dal giogo della tirannia”, ha affermato.
MISSILI E DRONI IN ISRAELE, IDF RISPONDE CAUSANDO 31 MORTI
Il movimento sciita libanese Hezbollah, proxy dell’Iran, ha lanciato missili e droni nel nord di Israele, segnando il suo ingresso nella guerra tra Israele e Iran. Hezbollah ha affermato che i lanci rappresentano una rappresaglia per l’uccisione della guida suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei, nell’operazione congiunta di Israele e Stati Uniti lanciata sabato. L’esercito israeliano ha iniziato a colpire quelli che ha definito obiettivi di Hezbollah in risposta, uccidendo almeno 31 persone e ferendone 149, secondo quanto riportato dal ministero della Salute libanese.
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno affermato di aver colpito “precisamente” “terroristi di alto rango di Hezbollah” nell’area di Beirut, nonché un “terrorista di Hezbollah centrale” nel Libano meridionale. L’Aeronautica israeliana ha colpito anche obiettivi di Hezbollah nella valle della Bekaa. Si è vanificata, quindi, la fine degli attacchi di Hezbollah a Israele sancita dal cessate il fuoco raggiunto a novembre 2024. Il capo di stato maggiore delle Idf, Eyal Zamir, ha confermato che Israele ha lanciato una campagna offensiva contro Hezbollah in Libano e ha avvertito che ci saranno diversi giorni di combattimenti. L’esercito “ha lanciato una campagna offensiva contro Hezbollah. Non stiamo operando solo in modo difensivo, ora stiamo anche passando all’offensiva. Dobbiamo prepararci per i molti e prolungati giorni di combattimento che ci attendono”, ha detto.
Il portavoce delle Forze di difesa israeliane (Idf), Effi Defrin, ha dichiarato che l’Aeronautica ha colpito centri di comando di Hezbollah, vertici del gruppo filo-iraniano e continuerà a effettuare raid. “Hezbollah ha aperto il fuoco. Ha scelto di iniziare una campagna militare e pagherà un prezzo pesante”, ha detto Defrin in una conferenza stampa. “Abbiamo colpito decine di centri di comando e siti di lancio di razzi appartenenti all’organizzazione. Abbiamo colpito i comandanti anziani, tra gli ultimi alti funzionari rimasti ancora in vita in quell’organizzazione”, ha aggiunto. L’ufficiale ha annunciato che saranno effettuati ulteriori attacchi nel sud del Libano, dopo che le Idf ha emesso avvisi di evacuazione in diversi villaggi.

MISSILI CONTRO CENTRI INTELLIGENCE USA
La televisione di Stato iraniana ha annunciato che l’undicesima ondata di operazioni missilistiche “True Promise” (al-Wa’d al-Sadiq 11) ha preso di mira “centri di intelligence americani e depositi di supporto logistico e militare” sparsi nella regione del Golfo. Secondo il servizio trasmesso in diretta, i missili balistici e da crociera hanno colpito obiettivi strategici appartenenti alle forze statunitensi in almeno tre Paesi del Golfo, senza specificare nomi o coordinate esatte per “ragioni operative”. Parallelamente, diversi media iraniani – tra cui Tasnim, Fars e Mehr – hanno riferito di un’esplosione di grande intensità udita nelle vicinanze della struttura nucleare di Isfahan (Natanz o Fordow non menzionati esplicitamente) e di una base aerea delle forze armate iraniane nella stessa provincia.
Testimoni locali hanno descritto “un boato fortissimo seguito da fiamme visibili da chilometri di distanza”, con attivazione immediata delle sirene antiaeree e blackout parziali in alcune zone limitrofe. Non è chiaro se si tratti di un attacco entrante (da Usa o Israele), di un’esplosione accidentale o di un lancio fallito iraniano; le autorità non hanno rilasciato conferme ufficiali immediate. Il quartier generale Khatam al-Anbiya ha definito l’ondata 11 “una risposta proporzionata e mirata” alle continue aggressioni, rivendicando “danni significativi” ai siti di intelligence e logistica Usa nel Golfo. Da parte americana, il Comando Centrale (CENTCOM) ha smentito al momento qualsiasi impatto su basi o asset nel Bahrain, Kuwait o Qatar, affermando che “la maggior parte dei missili è stata intercettata dalle difese aeree congiunte” e che non risultano perdite di personale o infrastrutture critiche. Fonti israeliane non hanno commentato gli sviluppi odierni.
– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).


