HomeAttualità e CronacaTaormina strapiena a fine ottobre: dove saremmo se la smettessimo di fare...

Taormina strapiena a fine ottobre: dove saremmo se la smettessimo di fare i solisti e gli odiatori?

TAORMINA – Si scrive 28 ottobre ma si legge 28 agosto a Taormina questo autunno che continua a riservare splendide giornate soleggiate e un clima da fare invidia a tanti altri posti dove il maltempo è già arrivato da un pezzo. E soprattutto c’è una città ancora piena di gente, con tanti turisti, le strade affollate, gli hotel e l’extralberghiero che lavorano bene e la ristorazione che continua a “macinare” clienti come fosse alta stagione.

Si potrebbe dire tanto ma basta e avanza l’immagine di una Taormina che, pur tra tanti soliti problemi irrisolti e neanche affrontati, sta tornando sui livelli pre-pandemia. Una cosa, però, è quasi inevitabile chiedersela davanti al manifesto di una città che a fine ottobre regala questo spettacolo e registra numeri da record come quelli della funivia (giusto per fare un esempio). Dove potremmo essere a quest’ora e dovrebbe arrivare Taormina se la gente riuscisse a comprendere l’importanza di pensare e agire da comunità e che a fare i solisti e i rancorosi, o peggio gli odiatori, invece non si va da nessuna parte?

Nessun traguardo probabilmente sarebbe precluso se si riuscisse a trovare, da qualche parte, l’intelligenza corale di fare sistema per valorizzare il suo territorio senza più la stupida guerra dei Roses in cui tutti criticano e invidiano tutti e nessuno si preoccupa di fare squadra con l’altro.

D’altronde è il paradigma irrisolto di una città bella e maledetta, che vive di nostalgia per i fasti passati e non sa guardare al futuro – né al suo presente – con una mentalità al passo con i tempi e una visione avanguardista di ciò che è e quel che la circonda. Taormina è come una formazione di solisti dove non si comprende che la via maestra per svoltare è quella di diventare un’orchestra. E’ l’unica soluzione per resistere alle intemperie di questo Terzo Millennio e per conquistare uno spazio di rilievo nelle dinamiche mondiali del panorama turistico di questo dopo-Covid caratterizzato da una spietata concorrenza che si attrezza, corre e non aspetta.

Taormina, in fondo, non deve inventarsi nulla di marziano. Dovrebbe semplicemente valorizzare la sua bellezza, organizzarsi e migliorare i servizi. Invece da queste parti ci si arrocca in una mentalità primordiale e borgatara da “fotti compagno”, dove la priorità è difendere il pezzo di suolo e l’orticello personale, godendo poi dell’insuccesso altrui. L’immagine di una Taormina strapiena a fine ottobre non è un inedito, è già capitato anche in passato, eppure stavolta più che mai dovrebbe avere un significato diverso e rappresentare uno stimolo per prendere coscienza di quali straordinarie potenzialità possiede Taormina e come potrebbe essere tutt’altro che impossibile fare turismo per 10 mesi l’anno e non soltanto per 3-4, senza dover scomodare esperti e marziani vari.

In fondo la pandemia dovrebbe aver insegnato che non siamo padroni di niente ma solo inquilini precari del pianeta e questo tempo che viviamo dovremmo impiegarlo al meglio, in armonia e cercando di dare un senso alle cose, facendo ognuno la propria parte. A chi e a cosa serve arroccarsi nel binario dei livori personali e dei pensieri repressi che si traducono per lo più nelle stronzate social? Certamente non al bene di Taormina e neanche alle legittime ambizioni di ogni cittadino.

ARTICOLI CORRELATI

POTREBBE INTERESSARTI

SEGUICI SUI NOSTRI SOCIAL

35,880FansLike
14,200FollowersFollow