TAORMINA – L’Associazione Serapide, realtà impegnata nella tutela, valorizzazione e promozione ambientale, ha evidenziato un importante fenomeno emerso a seguito della violenta mareggiata che ha investito nei giorni scorsi il litorale di Taormina.
“A Taormina, nella spiaggia di Spisone, con l’uragano Harry – spiega Serapide – si è riscontrato un qualcosa di storico. Come si può vedere dall’immagine, cerchiata in rosso, c’è stata l’emersione di uno strato di beachrock, uno strato di ghiaia ed altri corpi solidi formatosi all’incirca 12.000 anni fa e che oggi sono affiorati in maniera evidente su tutta la costa messinese”.
“Questi fenomeni – continua Serapide – sono indicatori precisi del livello del mare al momento della loro formazione e sono utilizzate per ricostruire i cambiamenti climatici e del livello del mare del recente passato. Questi sono elementi da valutare seriamente se si vuole veramente trovare delle soluzioni allo sviluppo umano lungo le coste”.
Il Beachrock, ricordiamo, è una roccia sedimentaria, di consistenza da friabile a ben cementata, che consiste in una miscela variabile di sedimento ghiaioso, sabbioso e limoso, cementata da carbonati formatasi lungo una costa. A seconda del luogo, il sedimento che viene cementato per formare il beachrock può consistere in una miscela variabile di conchiglie, frammenti di corallo, frammenti di roccia di diversi tipi e altri materiali.


