TAORMINA – Il caso della visita gratuita a pagamento al Castello Saraceno di Taormina s’incammina lentamente ma inesorabilmente verso un Capodanno bis. Vi avevamo raccontato nelle scorse ore la vicenda della “visita guidata” organizzata per gli studenti dell’Istituto Comprensivo, che il Comune di Taormina ha pagato 1.500 euro al privato concessionario del sito. Un pagamento, tuttavia, non dovuto, non solo perché nei siti culturali siciliani gli ingressi di visitatori sino a 18 anni e delle scolaresche sono gratuiti ma anche e soprattutto perché – come già profeticamente riportato da TN24 – non regge neppure la motivazione-giustificazione di un servizio aggiuntivo. Qualcosa che presumibilmente rientrava nell’intesa tra la parte pubblica e quella privata e che, tuttavia, alla prova dei fatti non c’è stata o di certo non è neppure minimamente tale da motivare la somma impegnata dall’ente.
La conferma tecnica che di un “pacco” si è trattato arriva in pratica da una nota dell’Amministrazione comunale di Taormina, che precisa e implicitamente conferma quanto avevamo riportato. Ecco la nota.
LA POSIZIONE DEL COMUNE. “L’Amministrazione Comunale, in riferimento alla visita effettuata dai ragazzi dell’Istituto Comprensivo 1 presso il Castello Saraceno, ritiene opportuno fornire una precisazione a beneficio della comunità. L’impegno di spesa previsto in occasione dell’iniziativa non è riferito al biglietto di ingresso al Castello“.
“SERVIZI ACCESSORI”. “La quota versata riguarda esclusivamente i servizi annessi alla visita guidata, comprensivi delle attività di accompagnamento e dei servizi accessori dedicati ai minori partecipanti“.
“MASSIMA TRASPARENZA”. “L’Amministrazione ribadisce il proprio impegno nel promuovere iniziative educative e culturali rivolte ai più giovani, garantendo sempre la massima trasparenza nella gestione delle attività e delle relative comunicazioni”.
IL “REGALO”. Ovviamente non occorre sottolineare che il Comune fa bene, benissimo a sostenere qualsiasi iniziativa che riguardi le scuole e la cultura e sul punto saremo sempre i primi ad appoggiarle e a rivolgere un plauso in tal senso. Questa stessa visita poteva essere ineccepibile se fosse stata totalmente gratuita, com’era giusto che fosse. Il punto è qui si è disposto un impegno di spesa per un servizio che non c’era. E’ stato fatto – repetita iuvant – un “regalo”, ma non alle scuole. Bensì al privato.
IL NODO. “L’impegno di spesa non è riferito al biglietto d’ingresso”. Bene, perché, come detto, sino ai 18 anni e le scuole non devono mai pagare niente quando si tratta di siti culturali regionali, compreso quello in oggetto. Attenzione, però, al punto centrale della nota che è poi il vero nodo della vicenda: “La quota versata riguarda esclusivamente i servizi annessi alla visita guidata, comprensivi delle attività di accompagnamento e dei servizi accessori dedicati ai minori partecipanti“.
AVEVA RAGIONE TN24. Ricordate cosa avevamo riportato già nel nostro precedente articolo, sapendo in anticipo dove si andava a parare? TN24 dixit: “A proposito, giochiamo d’anticipo rispetto ad eventuali inesattezze di circostanza che potrebbero tentare di dare una parvenza di precisazione, giustificazione o discolpa a questa spesa non dovuta. “Visita guidata”: quindi vuoi vedere che, forse, c’era qualche guida che ha spiegato agli studenti la storia del bene? Niente. Non c’è stato alcun servizio aggiuntivo. Nessuna guida. Nessuna attività didattica speciale. Come mostrano anche le foto, la visita si è svolta con la sola presenza di un dipendente della società, addetto alla custodia del sito. Cioè qualcuno che era lì comunque, e che ha accolto i circa 45 studenti e i docenti”. Ricapitolando: in occasione di questa visita delle scuole pagata 1500 euro dal Comune al privato, lo stesso ha fornito “servizi annessi alla visita guidata”? No.
MATITA D’ORO? Però, a ben pensare, c’è un particolare da aggiungere, a voler essere ancora più esaustivi e che in un’altra vita potrebbe giustificare la somma impegnata (a vuoto) dal Comune. E’ stato “regalato”, infatti, dal privato agli studenti un gadget. Quale? Una matita. Quindi, una quarantina di matite potrebbero rappresentare lo spariglio di “servizi aggiuntivi-accessori”? Erano forse matite Graf? O piuttosto quelle da 1 euro che sbarcano in Italia dalla Cina o Taiwan? Tenendo conto che il Comune ha pagato 1500 euro e gli studenti erano circa 45, forse si sarà trattato di matite “cu micciu” – sempre per dirla in belgradese – da almeno 30-33 euro ciascuna…
PASSEGGIATA SENZA GUIDA. Insomma, il privato ha calato “il pacco” al Comune oppure il Comune se lo è fatto calare dal privato. Siamo sempre lì. Invertendo l’ordine dei fattori il prodotto non cambia. Nel caso del Comune non basta impegnare delle somme per un servizio, senza assicurarsi che quel servizio venga davvero reso. E’ stato disposto un impegno economico per un servizio che alla fine della fiera era gratuito, ancorché privo di quegli elementi ulteriori che potevano giustificare un costo e una spesa. Il Comune ha pagato 1500 euro per una visita in un sito dove c’era ad accogliere studenti e docenti, e ad accompagnarli, un operatore di turno già pagato dal privato per attività di custodia e biglietteria e che, quindi, sarebbe stato sul luogo in ogni caso e a prescindere. Una passeggiata senza una guida e unicamente seguita dal dipendente, la consegna della matita (pregiata o cinese?) e tutti a casa. Con tanti saluti alle scuole e grazie al Comune di Taormina per le 1.500 euro gentilmente stanziate in cambio del nulla.
ALTRA BEFFA. C’è di più: perché in questa occasione il Comune di Taormina, con la disponibilità di Asm, risulta abbia messo pure a disposizione delle scuole i bus navetta per trasportare gli studenti. Lodevole intento, ovviamente, per la parte che riguarda il supporto dato all’Istituto Comprensivo, ma che all’atto pratico si traduce in una beffa nella beffa. In pratica il Comune ha pagato 1.500 una visita gratuita senza servizi aggiuntivi, e per di più l’impegno di Asm ha significato un altro costo per i bus (vedi carburante). Il privato ringrazia…
CULTURA E “PICCIULI”. Per quanto riguarda il concessionario, non occorre ricordare che i siti culturali, quando si tratta di minori e scuole, si fanno visitare gratis e non possono esistere artifizi o formule che possano servire da escamotage per aggirare quell’obbligo di gratuità. La cultura è anche lavoro, ma la storia non può essere strumento e opportunità per fare “picciuli” attraverso la proposta di “servizi aggiuntivi” che o non ci sono o non sono poi corrispondenti al costo richiesto.
“PAGNOTTA” NON DOVUTA. I servizi “annessi”, “accessori” o aggiuntivi nel caso di specie della visita effettuata dalle scuole di Taormina al Castello Saraceno e pagati dal Comune 1.500 euro sono stati una “pagnotta” non dovuta. Altri dettagli si aggiungeranno alla ricostruzione di questa “visita guidata”, dentro il racconto di un’incresciosa vicenda che ha diversi altri aspetti da chiarire e da svelare. Nel frattempo le polemiche su queste “pagnotte” continuano proprio in queste ore anche su altre testate: l’ambito più ampio è quello regionale, i beneficiari sono gli stessi.
REVOCA IN AUTO-TUTELA. E allora il Comune di Taormina, forse, dovrebbe fare una riflessione e senza neppure pensarci troppo. Si tratta di soldi pubblici, dei cittadini taorminesi. E anche un euro ben speso o un centesimo “regalato” poi hanno sempre un senso e un significato, segnano una linea di confine tra la buona o cattiva amministrazione di un ente pubblico. Ecco perché bisognerebbe valutare l’opportunità di una revoca immediata, in auto-tutela, degli atti posti in essere. Alla luce di quanto già emerso e di ciò che a seguire emergerà. Capodanno docet.


