TAORMINA – Andrea Raneri continua ad incalzare il sindaco di Taormina, Cateno De Luca. L’ex vicesindaco della città torna all’attacco dell’attuale primo cittadino in una nota che punta l’attenzione, in particolare, sugli altri impegni politici del parlamentare di Fiumedinisi.
“La città viene prima di tutto – afferma Raneri -. Chi mette al primo posto gli interessi politico-personali non può fare davvero il sindaco. Ed il sindaco è il primo servitore della comunità, non un trampolino di lancio per carriere personali, partiti da fondare, movimenti da costruire o visibilità da inseguire. Amministrare una città richiede tempo pieno, presenza costante, dedizione esclusiva. Quando un sindaco ha la testa altrove: la città diventa secondaria, i problemi quotidiani vengono rinviati, le decisioni non rispondono ai cittadini ma a strategie personali, il Comune si trasforma in uno strumento, non in una missione. Il conflitto di interessi non è solo economico: è anche politico e morale”.
“Non si può rappresentare una comunità se si usa quella comunità per rappresentare sé stessi – continua Raneri -. Il sindaco mette la città prima di tutto, rinuncia ad ambizioni parallele, governa il presente, non costruisce carriere future, risponde ai cittadini, non ai propri progetti personali. La città non è un palcoscenico. È una responsabilità. E chi ha altri interessi, semplicemente, non può fare il sindaco. Chi ha interessi politico-personali non può fare il sindaco perché il ruolo richiede dedizione totale, lealtà esclusiva e responsabilità continua verso la città. Il sindaco non è una vetrina personale è il custode del bene comune. Quando prevalgono interessi personali la città diventa secondaria, le decisioni rispondono a strategie di carriera, non ai bisogni dei cittadini”.
“Il tempo dell’Amministrazione viene sacrificato a reti, partiti, ambizioni esterne – conclude Raneri – e si rompe il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni. Fare il sindaco significa esserci ogni giorno, non quando conviene. Scegliere la città prima di tutto e di tutti rinunciare a incarichi, ruoli e progetti che distraggono dall’amministrare, rispondere solo ai cittadini. Un sindaco diviso tra ambizioni personali e doveri pubblici non governa, amministra a metà. E una città, che vive sempre momenti difficili, non può permettersi un sindaco a metà”.


