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Taormina, PRT: “Urge trasparenza sui tributi, correzioni rapide su cartelle “pazze” e invii massivi”

TAORMINA – Il gruppo politico locale PRT – Progetto Ricostruzione Taormina interviene
sulla vicenda delle cosiddette “cartelle pazze” relative ai tributi locali, dopo le dichiarazioni del sindaco nella seduta di Consiglio comunale del 2 marzo 2026.

Nel corso della seduta, il sindaco ha collegato l’attività di bonifica delle banche dati a “invii massivi” ritenuti necessari “per evitare prescrizioni e conseguenti responsabilità contabile”, riconoscendo al contempo che tali invii “generano situazioni spesso antipatiche” e rinnovando le “scuse ai cittadini”. In particolare, il passaggio testuale richiamato è il seguente: “[…] la bonifica oggi impone invii massivi per evitare comunque quello che sono le prescrizioni e di conseguenza anche responsabilità contabile ma dall’altro lato genera anche delle situazioni spesso antipatiche per le quali abbiamo chiesto scusa ai cittadini […]”.

PRT precisa di “non contestare la necessità di bonificare le banche dati, né l’esigenza di tutelare le entrate comunali e rispettare i termini, ma ritiene che la bonifica non possa tradursi in invii massivi che finiscano per colpire anche chi è in regola, scaricando sui cittadini il costo di disfunzioni interne (code, istanze, stress e rischio di contenzioso)”.

Il consigliere di opposizione Luca Manuli dichiara: “Se, come afferma il sindaco in aula, gli ‘invii massivi’ sono ritenuti necessari per evitare prescrizioni e responsabilità contabile, allora a maggior ragione serve una gestione che isoli gli errori, li corregga subito e tuteli i contribuenti in regola. Le scuse ai cittadini sono un atto dovuto quando si riconoscono
‘situazioni antipatiche’, ma adesso servono fatti: dati, procedure rapide e tempi certi».
PRT evidenzia inoltre che la questione non può essere letta come una difficoltà episodica, poiché si protrae da mesi, come risulta anche dal dibattito pubblico e dalla stampa locale. In particolare, TaorminaNews24, con un articolo del 15 novembre 2025, descriveva una fase di forte criticità con tempi di attesa rilevanti e segnalazioni di notifiche ritenute non corrette da parte di alcuni contribuenti”.

PRT ricorda inoltre che, “proprio per uscire da questa situazione in modo strutturale, il gruppo era già intervenuto pubblicamente nelle scorse settimane proponendo un percorso di “reset ordinato” e strumenti di definizione agevolata delle pendenze tributarie, con l’obiettivo di ridurre conflittualità e contenziosi, alleggerire sanzioni e interessi in un perimetro regolato e temporaneo, e riportare certezza nei rapporti tra Comune e cittadini: una linea illustrata anche dalla stampa locale nell’articolo del 15 febbraio 2026 (“Taormina, tregua fiscale e addio alle ‘cartelle pazze’: la sfida di Manuli per un reset dei tributi”, Voce di Sicilia). «Proprio perché non parliamo di un singolo caso isolato – aggiunge Manuli – riteniamo indispensabile una risposta strutturale: la bonifica si fa, ma non sulla pelle dei cittadini”.

PRT chiede pertanto: “1) Trasparenza immediata sulla natura degli atti notificati (solleciti, accertamenti, ingiunzioni) e sui numeri: quante notifiche inviate, quante rettifiche/annullamenti già disposti, tempi medi di risposta ai cittadini. 2) Sospensione e correzione rapida delle posizioni contestate con prova di pagamento: nessun
cittadino deve subire disagi o pressioni per errori di registrazione. 3) Procedura semplificata “pagato ma non registrato” con canali dedicati (PEC/modulistica online, sportello dedicato, fasce orarie aggiuntive), per evitare code e contenziosi. 4) Cronoprogramma pubblico della bonifica con obiettivi, scadenze e responsabilità organizzative, così da trasformare le scuse in risultati misurabili. PRT ribadisce che una corretta gestione dei tributi locali deve tenere insieme due esigenze: difendere le entrate dell’ente e tutelare i contribuenti onesti. Se l’Amministrazione riconosce l’esistenza di “invii massivi” e di disagi, allora deve garantire subito strumenti efficaci per evitare che errori interni si trasformino in un aggravio ingiusto per la cittadinanza”.

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