TAORMINA – Il sindaco di Taormina, Cateno De Luca, con decreto sindacale n.22 del 10 luglio 2025 ha firmato la nomina di un professionista messinese. Il decreto ha per oggetto “Nomina Nucleo di Valutazione Monocratico” e l’incaricato è il dott. Dario Zaccone, dottore Commercialista e Revisore Legale
Nell’atto in questione si dà atto che “il dott. Dario Zaccone, previamente contattato, con nota del 10.07.2025, ha manifestato la sua disponibilità a ricoprire il ruolo di componente monocratico del Nucleo di valutazione del Comune di Taormina”. Da qui la nomina “per il periodo 11.07.2025 – 30.05.2028” al 60enne professionista, per il quale si è decretato di “stabilire che l’importo da corrispondere al professionista incaricato, parametrato a quello previsto per i membri (escluso il presidente) del Collegio dei Revisore dei Conti, è pari ad euro 12.000,00 annui oltre oneri di legge ed eventuale rimborso spese, da suddividere in 12 mensilità“.
Zaccone, tra i suoi passati impegni, è stato dal Maggio 2017 al Settembre 2017 Consulente esterno fiduciario, di nomina Prefettizia, dell’Organismo Straordinario di Liquidazione del Comune di Milazzo; dal marzo 2012 al dicembre 2012 è stato Responsabile per la redazione del Bilancio sociale delle Procure della Repubblica di Sciacca, Tribunale di Modica, Tribunale di Gela, Procura di Gela, Tribunale di Sciacca, Procura di Caltagirone, nell’ambito del progetto di “Rafforzamento delle capacità d’azione dell’autorità per l’amministrazione della Giustizia della Regione Siciliana – Procura di Sciacca, Tribunale di Gela, Procura di Gela, Tribunale di Sciacca, Tribunale di Modica, Procura di Caltagirone.
Zaccone è stato presidente del Collegio dei Revisori del Comune di Messina sino al 2016 (per un periodo di quattro anni iniziato il 16 luglio 2012), in un’epoca in cui, tra l’altro, è stato revisore contabile del Comune di Messina l’attuale sindaco di Messina, Federico Basile. Lo stesso Collegio diede, a suo tempo, lo sta bene al piano di riequilibrio formulato a Messina dalla Giunta dell’allora sindaco Accorinti.
Su quella fase particolare e sulle dimissioni allora date da Zaccone, così scriveva nel 2016 la giornalista Rosaria Brancato sul quotidiano online Tempo Stretto: (Zaccone, ndr) “Aveva provato a dimettersi a febbraio, Dario Zaccone, ormai ex Presidente dei revisori dei conti, ma proprio l’amministrazione lo aveva invitato a non farlo fino all’approvazione del bilancio di previsione 2015, salvo poi lasciare ai “cecchini” l’attacco dai tetti e ad alimentare un clima di sospetti e veleni. Nessun rancore ma adesso, racconta la sua verità sul Comune che è stato l’unico in Italia a presentare il previsionale con un anno di ritardo”.

Zaccone si era scontrato con la Giunta del tempo e si era difeso evidenziando: “La verità è che accusando me hanno coperto il deficit causato da loro. Per fare il riaccertamento straordinario gli uffici hanno impiegato 7 mesi. Per aiutarli abbiamo lavorato 18 giorni per predisporre le schede da consegnare ai singoli dipartimenti. Ma i disallineamenti alla fine ci sono stati”.
Lo stesso Zaccone aveva difeso la correttezza del suo operato e fatto chiarezza, sempre in quella circostanza, anche sui propri rapporti con l’ex sindaco di Messina, Francantonio Genovese: “Accusare il Collegio di gestione politica è un’assurdità – aveva allora dichiarato Zaccone nell’approfondimento di Rosaria Brancato -. Ho sempre invitato Accorinti e gli assessori a portare in Consiglio o nelle sedi opportune le carte. Non l’hanno mai fatto. Genovese lo conosco da quando avevo 18 anni ed è un cliente del mio studio come lo sono tanti altri. Nel luglio 2012 sono stato scelto dal Consiglio comunale di allora, il sindaco era Buzzanca e non mi si può dire che io fossi a lui politicamente vicino. Sono stato riconfermato da questo Consiglio comunale con una maggioranza ancora più ampia, penso che non mi abbiano votato solo 2 su 40. Genovese non mi ha mai chiesto nulla e sapeva bene che qualora lo avesse fatto i nostri rapporti sarebbe finiti”.
Lo scontro sui bilanci del Comune di Messina ebbe poi strascichi giudiziari. Ma alla fine, nel 2022, l’inchiesta sui conti del Comune di Messina durante l’Amministrazione Accorinti si conclude con 25 archiviazioni. L’indagine, a conclusione della quale emerse, quindi, che non c’era stato alcun falso in bilancio, aveva riguardato il periodo compreso fra il 2014 e il 2016 e venne pertanto disposta l’archiviazione per la Giunta Accorinti e tra gli altri anche per gli ex revisori dei conti del Comune di Messina, Zaccone, Basile, e Giuseppe Zingales.


