A Taormina cresce l’apprensione per i possibili sviluppi del conflitto in Medio Oriente. Ne ha parlato questa mattina il programma Mattino Cinque, su Canale 5. Arrivano le prime disdette sulle prenotazioni turistiche e di questa situazione preoccupante ha parlato il presidente dell’Associazione Albergatori Taormina, Gerardo Schuler.
“Stiamo ricevendo cancellazioni – ha dichiarato Schuler – sia individuali che da parte di gruppi, anche per il mese di marzo e qualcuno persino per il periodo di fine stagione. C’è paura di viaggiare ed è una reazione normale di fronte ad una crisi internazionale. Taormina lavora con l’85%-90% di flussi stranieri. Cu sono clienti che devono viaggiare con voli transoceanici per arrivare in Sicilia e c’è un corridoio, quello del Golfo Persico, che viene considerato a rischio. La paura di avvicinarsi ad una zona di guerra incide. Taormina lavoro molto con gli americani, che rappresentano il 25% della clientela. Per loro la Sicilia è un luogo molto vicino al Medio Oriente, quindi c’è l’apprensione di avvicinarsi al conflitto. E lo stesso discorso vale per clienti asiatici e provenienti dall’Australia”.
“La vacanza – aggiunge il presidente di AAT – è un momento in cui ogni persona cerca relax e trovarsi in vacanza in un quadro che invece è caratterizzato da questa fase di tensione non aiuta e scoraggia tutti. Taormina riaprirà con tutte le sue strutture ricettive da qui a breve, molte sono già operative ed altre entro le prossime due-tre settimane, anche nell’ottica della Pasqua che arriverà ai primi di Aprile. I danni a livello numerico, quantificabili adesso, si attestano sul 10% di disdette esistente a dieci giorni fa. E’ una media e magari potremo recuperare ma dipende da quale potrà essere l’evoluzione di questa guerra. Trump dice che durerà quattro o cinque settimane ma ad oggi nessuno sa se poi sarà davvero così”.


