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Taormina, la relazione annuale di De Luca: “Rendere conto ai cittadini è un dovere”

TAORMINA – Presentata in Consiglio comunale a Taormina la relazione annuale del sindaco Cateno De Luca.

“Rendere conto ai cittadini è un dovere, non una scelta – afferma Luca -. Ho presentato in Consiglio comunale la terza relazione annuale sull’attuazione del nostro programma di governo: tre tomi e circa 700 pagine nelle quali abbiamo messo nero su bianco un anno di attività amministrativa, i risultati raggiunti, le criticità affrontate e gli obiettivi ancora da conseguire. Per me la relazione annuale non è mai stata un semplice adempimento burocratico. È uno dei momenti più importanti del rapporto tra chi amministra e la comunità che gli ha affidato il mandato”.

“Ed è proprio partendo da questa convinzione che ho fortemente voluto e sostenuto all’Assemblea Regionale Siciliana la riforma della normativa sulla relazione annuale dei sindaci, poi introdotta con l’articolo 119 della Legge Regionale 31 gennaio 2024, n. 3, che ha modificato l’articolo 17 della L.R. 7/1992. Una riforma con la quale abbiamo voluto dare finalmente forza a un obbligo che troppo spesso rimaneva lettera morta, prevedendo sanzioni concrete in caso di mancata presentazione della relazione da parte del sindaco e strumenti per impedire che la sua discussione possa essere bloccata o rinviata dal Consiglio comunale”.

“Perché amministrare significa assumersi delle responsabilità. E chi chiede il voto dei cittadini sulla base di un programma deve poi avere il coraggio e il dovere, ogni anno, di tornare davanti al Consiglio comunale e alla propria comunità per spiegare cosa aveva promesso, cosa ha fatto e cosa deve ancora fare. È quello che facciamo a Taormina”.

“La nostra relazione – ha concluso De Luca – fotografa il lavoro della Giunta, degli uffici, delle società partecipate e degli organismi comunali: dalla gestione finanziaria alla riorganizzazione della macchina amministrativa, dai servizi alle opere pubbliche, dalla pianificazione urbana alle politiche culturali e turistiche. Settecento pagine non per celebrare ciò che abbiamo fatto, ma per consentire a tutti di verificarlo. Perché la trasparenza passa soprattutto dalla rendicontazione”.

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