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Taormina, il sindaco si scusa per la stangata sui tributi: poi anticipa la “paradelucata” di fine mandato

A Taormina i contribuenti continuano a fare i conti con l’incubo delle immersioni forzate del lunedì e del venerdì all’“Acquario” comunale di Palazzo dei Giurati, in Corso Umberto 217, per il caos delle procedure di pagamento/chiarimento dei tributi.

Intanto, nel consueto appuntamento politico al cloroformio riservato ai lavori del Consiglio comunale (Ufficio Ratifiche), è arrivata un’interessante dichiarazione del sindaco Cateno De Luca.

Nel corso della seduta consiliare del 2 marzo 2026 (di cui si sconsiglia la visione in streaming agli abbiocchisti per non addormentarsi subito, già alla chiamata dei presenti), il primo cittadino di Taormina è intervenuto soffermandosi proprio sulla stangata dei tributi ai taorminesi, bollati come “evasori-zozzoni” e sputtanati urbi et orbi in ogni dove, e destinatari in molti casi di avvisi per bollette “farlocche” sull’Idrico, Imu e Tari, che richiedono somme non dovute o riportano importi errati. E qui De Luca, ieri, prima ha “ringraziato” i suoi uffici per la gran mole di bollette inviate e poi è passato alle “scuse”.

“Voglio ringraziare l’Ufficio Tributi perché stanno continuando a fare un lavoro difficile che riguarda la bonifica delle banche dati, che hanno creato tante discussioni legittime perché ovviamente la bonifica impone oggi invii massivi per evitare comunque quelle che sono le prescrizioni e di conseguenza anche le responsabilità contabili ma dall’altro lato genera anche delle situazioni spesso antipatiche, per le quali abbiamo chiesto scusa ai cittadini e rinnovo questa occasione per ribadire le nostre scuse. E’ una fase che avrà ancora una sua vera durata ma, come tutte le situazioni critiche che abbiamo affrontato, anche questa nel 2026 troverà una positiva e definitiva conclusione”.

Queste le parole di De Luca, che prima di lasciare l’aula consiliare per altri impegni istituzionali (presumibilmente per la maratona elettorale a Messina…), stavolta ha abbozzato un tentativo di scuse sulle bollette “pazze”. Un mea culpa al quale evidentemente, in modo inconfessabile, il sindaco crede assai poco lui per primo. Un rito mediatico di espiazione politica della colpa che tuttavia si è reso necessario e che il sindaco si è sforzato di provare a rendere in qualche modo credibile, con una perfetta prossemica alla De Luca.

Così le bollette “pazze” continueranno inesorabili ad arrivare ai taorminesi ancora per un po’. Poi, al tramonto del 2026, si materializzerà una “tregua”, che è già in agenda. Miglioreranno le procedure di riscossione, la banca dati verrà purificata e smetterà di tartassare i contribuenti, si sistemerà pure il problema dei contatori e della stima dei consumi e in qualche modo si avrà una “normalizzazione” della situazione. Arriverà l’ora della clemenza. Verrà soprattutto il tempo della “paradelucata”, come la chiamerebbero in oriundo romanesco-belgradese.

Insomma, al netto delle scuse, la frase conclusiva del sindaco racchiude il senso di tutto ciò che è accaduto, quello che sta avvenendo e ciò che si verificherà: “E’ una fase che avrà ancora una sua vera durata ma, come tutte le situazioni critiche che abbiamo affrontato, anche questa nel 2026 troverà una positiva e definitiva conclusione”.

Decodificando in termini scolastici, significa che la stangata sulle tasse a Taormina andrà avanti sino a tutto il 2026 e poi, nel periodo di fine mandato, quando ci si avvicinerà alle future elezioni Amministrative, il Comune allenterà la morsa e le bollette andranno giù e saranno (un pò) più leggere. Per qualche tempo non ci sarà l’assalto senza tregua a suon di notifiche a tempesta che da queste parti va avanti da due anni a questa parte. Da un eccesso all’altro, è la parabola quasi schizofrenica una città dove prima, per troppi anni, pagavano le bollette pochi “fessi” e adesso tutto quello che non era stato pagato è stato ormai recuperato. E tuttavia non ci si è accontentati e si è andati oltre, con una spremuta collettiva di tasche ad oltranza.

E allora arriverà il momento – come l’Amministrazione stessa fa già sapere sin d’ora – in cui “si abbasserà la pressione fiscale”. Bene. Bella notizia.

Eccola la “paradelucata” perfetta, che in verità era abbastanza leggibile e preventivabile per quei pochi che ancora masticano qualcosa di politica a Taormina. Prima la dieta forzata che nella stagione del dissesto mette alla frusta i contribuenti, sistema il bilancio a tempo di record e lancia la giostra. Quindi le scuse col nodo in gola mentre il bilancio del dopo-dissesto si assesta e la giostra continua a girare. Poi un cioccolatino per tornare tutti in superficie a respirare e gustarsi l’ebrezza della normalità. E alla fine, dopo le urne, cosa accadrà? La dieta ricomincerà e sarà di nuovo digiuno? Farsi la domanda, darsi la risposta. W l’Acquario del Ducato. Scusate per la stangata…

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