TAORMINA – Il sindaco di Taormina, Cateno De Luca, va alla Corte dei Conti a Palermo, relaziona sullo stato delle casse del Comune dopo la fuoriuscita a tempo di record dal dissesto e poi si lancia a spron battuto nell’ennesima autoglorificazione politica sul tema.
“Siamo stati convocati in pubblica udienza dalla sezione di controllo della Corte dei Conti per spiegare i dettagli di come il Comune di Taormina ha gestito la fase dissestuale e la messa in bonis in appena un anno. Capita che l’eccesso di zelo possa generare qualche sospetto ed oggi abbiamo avuto modo di spiegare tutti i dettagli amministrativi che il “Salva Taormina” ha affrontato a luglio 2023 uscendo dal dissesto finanziario ad ottobre 2024. Le norme del Testo Unico degli Enti Locali – TUEL – prevedono che l’arco temporale minimo, di fatto, sia cinque anni per uscire dal dissesto finanziario. Noi abbiamo impiegato appena un anno! Ringrazio la Corre dei Conti per averci fornito questa ulteriore occasione per dimostrare i risultati del nostro metodo di buona amministrazione”. Sin qui le parole di De Luca che sulla chiusura del dissesto a Taormina ribadisce, insomma, in estrema sintesi, il messaggio del “sono stato bravo” e “l’ho fatto in un solo anno”.
Noi che delle dinamiche amministrative di Taormina di ieri e di oggi conosciamo anche le virgole, un’idea sul tema su come siano andate in definitiva le cose e come sia maturata la fine fulminea del dissesto ce la siamo fatta, ma vogliamo tenercela (al momento) per noi. Tuttavia, una domanda ce la siamo posta: chissà cosa ne penserà la Commissione Straordinaria di Liquidazione a suo tempo incaricata dal Presidente della Repubblica per le procedure di risanamento del Comune di Taormina dal dissesto (componenti Maria Di Nardo, Tania Giallongo ed il presidente Lucio Catania). E chissà quale effetto fa all’OSL leggere e ascoltare, a più riprese, il refrain deluchiano sulla “paternità” del ritorno in bonis del Comune di Taormina in tempi brevi. Una narrazione che da un lato esalta la politica e dall’altra sembrerebbe oscurare il ruolo e quindi poi il lavoro fatto proprio dall’organo liquidatorio.
Abbiamo chiesto di fare una riflessione e un commento al presidente dell’OSL, Lucio Catania.
E allora ecco le dichiarazioni del dott. Catania al direttore Emanuele Cammaroto.
“Sul tema del dissesto del Comune di Taormina – spiega a TN24 il dott. Catania – credo sia importante mantenere un approccio istituzionale e rispettoso dei ruoli previsti dalla normativa. Quando un ente locale dichiara il dissesto, la legge attribuisce la gestione della massa passiva e delle procedure dissestuali esclusivamente all’Organismo Straordinario di Liquidazione, chiamato a operare in piena autonomia e terzietà”.
“Nel caso di Taormina, l’Organo Straordinario di Liquidazione – che ho avuto l’onore di presiedere e del quale facevano parte le mie colleghe, le dottoresse Tania Giallongo e Maria Di Nardo – ha svolto il proprio lavoro attenendosi rigorosamente alle disposizioni di legge, con l’obiettivo di ricostruire la situazione debitoria dell’ente e gestire la liquidazione dei debiti. Si è trattata di un’attività complessa e tecnica, che ha richiesto tre anni di lavoro e che si è svolta secondo procedure molto precise stabilite dall’ordinamento“.
“Le Amministrazioni comunali che si sono succedute hanno continuato a svolgere il proprio ruolo nella gestione ordinaria dell’ente e nel percorso di riequilibrio della gestione corrente. Credo quindi che, al di là delle dinamiche comunicative o dei post che circolano, l’uscita dal dissesto è stata possibile solo con un lavoro di squadra alla quale hanno contributo il personale interno e esterno che ci ha supportato. L’Amministrazione comunale ci ha fornito le risorse finanziarie necessarie ma, consentitemi, c’è stato il grande impegno e il lavoro scrupoloso dell’OSL”.
“Non penso che siamo stati più bravi di altre OSL che impiegano il doppio o il triplo degli anni per chiudere i dissesti, ma si sono verificate una serie di circostanze favorevoli. L’importante, oggi, è che il Comune possa guardare avanti con una situazione finanziaria finalmente stabilizzata, nel rispetto del lavoro svolto da tutte le istituzioni coinvolte e anche dell’impegno tecnico e indipendente dell’Osl”.
In definitiva con quale sensazione si pone la OSL, ed in questo caso il presidente di quella Commissione, rispetto all’ormai ricorrente versione alquanto “vanesiana” del sindaco di Taormina sui meriti del fine dissesto? C’è una punta di amarezza o magari un pò di rabbia, o cos’altro?
“Se dovessi scegliere una parola direi con serenità che non è amarezza o rabbia perché la vedo come una dinamica piuttosto prevedibile. La narrazione politica, per sua natura, segue registri diversi rispetto a quella tecnica. La politica ha un’esigenza che definirei fisiologica: l’esigenza di comunicare, semplificare e raccontare risultati anche in funzione del consenso. Gli organismi tecnici, come il nostro, invece, non hanno questo compito: devono semplicemente lavorare, applicare le norme e portare a termine procedure complesse nel modo più corretto possibile“.
“Io faccio il segretario comunale da 26 anni – prosegue il dott. Catania – ho sempre svolto questo ruolo con grande rispetto delle Istituzioni e degli organi politici, con l’apprezzamento dei sindaci con cui ho avuto il piacere di collaborare. È una funzione che, per definizione, richiede equilibrio e quella giusta distanza dalla politica che, non a caso, è stata recentemente richiamata anche dal Presidente della Repubblica come valore fondamentale per chi svolge funzioni di garanzia nelle amministrazioni pubbliche”.
“Posso dire di essere semplicemente orgoglioso del lavoro che è stato fatto a Taormina e questo non me lo potrà mai togliere nessuno. L’Organismo Straordinario di Liquidazione ha svolto il proprio compito con rigore, professionalità e nel rispetto delle regole. Il nostro è un lavoro spesso silenzioso, molto tecnico, che non ha bisogno di essere accompagnato da nessun racconto autocelebrativo”.
“Caro direttore – conclude il presidente dell’OSL -, la differenza, se vogliamo dirla con un filo di ironia, è questa: la politica deve raccontare i risultati per raccogliere consenso; noi tecnici dobbiamo soltanto produrre risultati ed accollarci la responsabilità di eventuali errori. Fortunatamente, nel caso di Taormina, credo che i risultati siano sotto gli occhi di tutti”.


