TAORMINA – A sette giorni dall’apocalisse del Ciclone Harry è già tempo di ripartenza per la capitale del turismo siciliano. Il “mostro” non è riuscito a scalfire il centro storico di Taormina, rimasto intatto, mentre nella zona a mare sono tante le ferite di un litorale flagellato dalle mareggiate.
Il ritorno alla piena normalità necessiterà di una lunga serie di passaggi fondamentali e relativi incastri normativi in cui lo Stato dovrà fare obbligatoriamente la sua parte. Nel frattempo un segnale incoraggiante è già arrivato dalle attività scattate con immediatezza che hanno liberato in buona parte Mazzeo dalla valanga di sabbia e detriti che avevano trasformato in un campo di battaglia da dopo-guerra. Lo stesso dovrà avvenire a Isola Bella e Mazzarò, dove i danni sono stati altrettanto pesanti, molto pesanti.
Il grande nemico verso la ricostruzione è il calendario. Il tempo è nemico. La stagione turistica non è ancora dietro l’angolo ma non è nemmeno lontana e ogni giorno diventa un pezzo fondamentale del mosaico che dovrà portare al completamento delle opere di ricostruzione delle infrastrutture pubbliche e private devastate dalla furia delle onde. Bisognerà correre, fare il possibile e spingersi alla soglia dell’impossibile. Ora la chiacchiere stanno a zero e la speranza corre sul filo del rasoio di una sfida complessa ma ineludibile. Perché qui rimettere subito in piedi, nel miglior modo, tutta la macchina dell’offerta turistica è la “madre” di tutte le battaglie. Il centro storico di Taormina, come detto, è in condizioni perfette e non ha subito un graffio ma c’è bisogno di sistemare ora pure la zona litoranea per presentarsi in condizioni perfette all’appuntamento con la stagione 2026.
La volontà non manca ed è tanta. L’elemento che fa ben sperare è proprio la determinazione, tangibile e feroce, degli operatori economici e della comunità locale di andare a riprendersi in fretta quello che Harry ha spazzato via. Al netto di un’Italia che si è girata dall’altra parte e ha declassato in modo imbarazzante un Ciclone epocale a normale “ondata di maltempo”, qui la gente non si è persa d’animo e si è rimboccata le maniche, scendendo nelle strade a lottare a mani nude per mettersi alle spalle la tempesta.
L’Operazione Araba Fenice è partita. Taormina è già in pista e tutti i suoi attori, dal primo all’ultimo, vogliono vincere anche questa sfida. Siamo certi che la nottata passerà, perché la storia vive anche di questi momenti bui ma poi spunta di nuovo il sole. E questa è la terra per eccellenza del sole. Con buona pace di chi forse ha immaginato o si è illuso di godere delle disgrazie altrui.


