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Sicilia devastata dal Ciclone Harry, Balneari chiedono 100 mln di aiuti

Il Ciclone Harry lascia una devastazione senza precedenti sul territorio e parte una richiesta urgente di aiuti finanziari per i concessionari balneari siciliani danneggiati dal maltempo del 19-21 gennaio 2026. L’Associazione Turistica Balneare Siciliana chiede 100 milioni di euro di aiuti per la ripartenza. L’apposita richiesta è stata trasmessa d’urgenza al Presidente della Regione, Renato Schifani e all’Assemblea Regionale Siciliana.

“Alla luce di quanto accaduto e della gravità della situazione – con numerosi stabilimenti balneari danneggiati in tutta la Sicilia dal Ciclone Harry del 19-21 gennaio 2026 – evidenzia il presidente Antonio Firullo – chiediamo un intervento urgente e immediato del Governo Regionale per deliberare una legge che eroghi almeno la somma di 100 milioni di euro nella speranza che possano bastare in favore dei concessionari balneari colpiti da questo evento eccezionale e catastrofico, riconosciuto tale dalla Protezione Civile. Si tratta di un grido d’aiuto disperato: rischiamo di non poter esercitare l’attività balneare per l’apertura della stagione estiva 2026, ormai alle porte.

“Già il 19 Gennaio 2026 abbiamo incontrato l’Assessore Regionale al Territorio e Ambiente, Giusy Savarino, richiedendo un’autorizzazione semplificata per l’accesso al mare con mezzi meccanici al fine di riparare le strutture. Ringraziamo l’assessore per la pronta Circolare n. 150/Gab del 19.01.2026, che ha consentito tale semplificazione; tuttavia, l’intervento si è rivelato tardivo a causa dell’avanzare del ciclone. Pur essendo obbligati dalle concessioni a non richiedere danni per mareggiate ordinarie, questa è un’eccezione straordinaria, non di cadenza annuale. Oggi, gli operatori si fanno carico autonomamente dei costi di ripristino delle opere autorizzate, ma il tempo stringe con la stagione estiva imminente”.

“La Sicilia non può rinunciare ai nostri servizi essenziali, che i Comuni costieri – obbligati per legge – non assicurano: salvataggio con bagnini (da noi retribuiti), infermeria attrezzata con defibrillatore, accessi per disabili, pulizia dell’arenile tutto l’anno e posti di lavoro per giovani e disoccupati. Siamo le sentinelle del mare, primo supporto alle Capitanerie di Porto, veri ambasciatori della nostra Regione. In Sicilia, l’estate è sinonimo di mare: senza i nostri servizi, spiagge deserte significherebbero alberghi vuoti, con danni a catene strategiche come albergatori, agricoltori (già tutelati da fondi specifici), pesca, acquacoltura, sport dilettantistici, spettacolo, cultura e turismo. Un danno che colpirebbe l’intera economia siciliana”.

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