HomeTurismoSalerno: "Allarme incoming, preoccupazione anche per il mercato europeo e americano"

Salerno: “Allarme incoming, preoccupazione anche per il mercato europeo e americano”

La crisi in Medio Oriente continua a preoccupare il mondo e tiene in scacco il turismo, dove ogni giorno di conflitto rischia di determinare riflessi impattanti sul movimento vacanziero e sull’economia che ruota attorno a questa industria.

“Al rientro dalla ITB di Berlino, la più importante fiera internazionale del turismo – spiega a TN24 Nicola Salerno, managing director di Egmont Viaggi ed ex assessore al Turismo del Comune di Taormina – si è percepito un clima di forte preoccupazione tra tour operator e buyer internazionali. Molti hanno manifestato timori sull’andamento dei flussi turistici verso l’Europa e il Mediterraneo, in un contesto segnato da incertezze geopolitiche e dall’aumento dei costi dei trasporti. Alcuni operatori hanno dovuto cancellare gli incontri programmati presso il nostro stand a causa dello stop dei voli, mentre altri sono stati costretti a rimanere in ufficio per gestire emergenze con clienti bloccati negli aeroporti”.


“In Italia la situazione per il turismo incoming è preoccupante. Il 45% delle agenzie segnala un blocco totale dai mercati del Golfo e di Israele, mentre per il 32% delle imprese si registrano già le prime cancellazioni di eventi e matrimoni, motivazioni principali che portano questi turisti a scegliere l’Italia e a investire cifre significative nei loro soggiorni”, sottolinea Salerno.


“Il turismo internazionale risponde in modo diretto alla percezione di sicurezza delle destinazioni. Se agli italiani viene chiesto di trascorrere le vacanze nel proprio Paese, è comprensibile che anche i turisti stranieri privilegino mete considerate sicure, restando all’interno dei confini del proprio Stato”.


“Come operatori del turismo incoming – conclude Salerno -, seguiamo con attenzione questi sviluppi. La preoccupazione non riguarda solo i Paesi del Golfo e Israele, ma si estende anche ai mercati europeo e americano, quest’ultimo particolarmente sensibile al tema del terrorismo, che da sempre favorisce la domanda interna a discapito delle vacanze all’estero. A ciò si aggiunge l’impatto dei costi energetici: l’impennata dei prezzi del petrolio e dei carburanti incide già sulle tariffe aeree e, se la crisi dovesse prolungarsi, i prezzi dei voli potrebbero salire ulteriormente, con effetti diretti sulla domanda internazionale. Un rallentamento della domanda internazionale, insieme all’aumento dei costi di viaggio e all’incertezza generale, potrebbe avere conseguenze rilevanti sull’intera filiera turistica italiana, da sempre fortemente legata all’incoming”.

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