Il tassametro di Cristiano Ronaldo non smette di correre e il traguardo dei mille gol, un tempo considerato una vetta himalayana per chiunque, appare ormai come una scadenza imminente sul calendario del portoghese. A 41 anni, CR7 continua a sfidare le leggi del tempo e della biologia, portandosi a quota 970 reti in carriera grazie a una delle sue specialità: il colpo di testa. L’ultima vittima è stata l’Al-Ahli, trafitta da una sua elevazione imperiosa su cross di Joao Felix, una rete che ha spianato la strada al successo per 2-0 del suo Al-Nassr. È l’immagine plastica di un campione che, nonostante l’età, conserva una fame di gloria intatta, la stessa che pochi giorni prima lo ha visto sollevare al cielo la sua seconda AFC Champions League consecutiva, confermando un dominio che ormai ha travalicato i confini europei.
Ma Cristiano non è solo numeri e record; è, come sempre, personalità debordante e carisma elettrico. Al termine della sfida contro l’Al-Ahli, chiusa dal raddoppio finale di Coman, il portoghese non ha perso l’occasione per rispondere con il consueto orgoglio agli sfottò del pubblico avversario. Ai tifosi che gli mostravano provocatoriamente il segno “due” con le dita, Ronaldo ha replicato con la fierezza di chi ha riscritto la storia del calcio moderno, ricordando a tutti il peso della sua bacheca: “Io ne ho vinte cinque di UEFA Champions League”. Un gesto che ribadisce il suo status di icona globale, capace di spostare gli equilibri non solo sul campo, ma anche a livello mediatico e psicologico.
Il finale di stagione si preannuncia come una lunga cavalcata trionfale. Con il successo nell’ultimo turno, l’Al-Nassr consolida il primato in classifica a quota 79 punti, mantenendo una distanza di sicurezza di otto lunghezze sull’Al-Hilal guidato da Simone Inzaghi. Nonostante l’inseguitrice debba ancora recuperare una partita, il vantaggio sembra solido a sole quattro giornate dal termine del campionato. Per Ronaldo, queste ultime sfide rappresentano molto più della semplice caccia al titolo nazionale: sono i passi finali di una marcia verso la leggenda assoluta, con quel numero “mille” che dista ormai solo trenta esultanze. La sensazione è che non sia più una questione di “se”, ma solo di “quando” la storia deciderà di accogliere l’ennesimo primato di un atleta infinito.


