Il Codacons accoglie con favore la proposta di introdurre nel Codice penale la nuova fattispecie di “Attentato alla sicurezza dei trasporti con finalità di terrorismo”, annunciata da Forza Italia, che prevede un inasprimento delle pene per chi mette a rischio infrastrutture strategiche e l’incolumità pubblica.
Si tratta di “un intervento importante sul piano repressivo”. Tuttavia, secondo l’associazione, “il rafforzamento delle sanzioni non può essere considerato sufficiente in assenza di un parallelo potenziamento delle misure di prevenzione e di controllo lungo la rete dei trasporti”.
“Negli ultimi giorni – rimarca il Codacons – si sono registrati in Italia episodi di natura dolosa che hanno interessato la rete ferroviaria nazionale, con danneggiamenti e manomissioni agli impianti che hanno provocato ritardi e disservizi anche su tratte di rilievo. Accadimenti che hanno determinato disagi per migliaia di passeggeri e che confermano la necessità di una maggiore tutela delle infrastrutture considerate strategiche per il Paese”.
“È corretto rafforzare il quadro sanzionatorio nei confronti di chi compie atti di sabotaggio o mette deliberatamente a rischio la sicurezza dei trasporti – dichiara Francesco Tanasi, giurista e segretario nazionale Codacons – Ma il diritto penale interviene quando il fatto è già avvenuto. Se non si investe contestualmente in controlli capillari, vigilanza costante e messa in sicurezza dei punti più vulnerabili della rete, l’inasprimento delle pene rischia di non produrre l’effetto deterrente auspicato”.
Secondo il Codacons, “la sicurezza della rete ferroviaria deve essere affrontata con una visione strutturale e non emergenziale. Occorre rafforzare i presìdi di vigilanza, migliorare i sistemi di monitoraggio delle infrastrutture e garantire un coordinamento stabile tra forze dell’ordine e soggetti gestori della rete, al fine di prevenire tempestivamente eventuali atti di danneggiamento”.
“Ogni attacco alla rete ferroviaria non determina soltanto ritardi e disagi, ma incide su un servizio pubblico essenziale e sul diritto alla mobilità dei cittadini – prosegue il segretario Nazionale – La sicurezza dei trasporti è un interesse primario dello Stato e richiede una strategia organica che unisca repressione e prevenzione, con interventi concreti e continuativi”. – conclude Tanasi.


