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Regionali Sicilia 2027, Fratelli d’Italia è già oltre Schifani: Meloni spinge Varchi, ma Galvagno non molla

Le parole di Nello Musumeci sullo “Schifani bis” in Sicilia confermano che Fratelli d’Italia non ritiene affatto scontata la conferma dell’attuale Presidente della Regione alle elezioni del 2027. Il Ministro, ex governatore della Sicilia, con un triplo esempio eloquente (Sicilia 2022, Molise 2023, Sardegna 2024), ha rimarcato che la regola politica adesso è diventata quella del non ricandidatura. La partita per la scelta del candidato nel centrodestra è aperta, la sfida tutta interna alla coalizione è già iniziata.

In Fratelli d’Italia l’idea di Giorgia Meloni è quella di mettere in campo Carolina Varchi, la 43 anni deputata già vicesindaco di Palermo e soprattutto figura molto vicina alla Premier. Da tempo Meloni aspetta il momento giusto per giocare questa “carta”. Il primo segnale era arrivato con la decisione di nominare alla guida del partito in Sicilia un commissario, Luca Sbardella, l’attuale reggente di FdI nell’isola. Meloni ha maturato le sue perplessità su come sono andate le cose in Fratelli d’Italia in Sicilia in questi anni e vuole dare un segnale, ma sin qui ha scelto di attendere il momento giusto per farlo. Dagli ambienti romani ora arrivano conferme e fonti vicine alla Premier ribadiscono che la Meloni non abbia alcun dubbio nel voler andare nella direzione che porta ad una possibile candidatura di Carolina Varchi. e L’intenzione sarebbe quella di ridisegnare le gerarchie interne al partito che hanno portato ad una lunga serie di turbolenze e dinamiche che hanno messo a dura prova la tenuta del partito in Sicilia.

La candidatura alla Presidenza della Regione della parlamentare palermitana e componente della commissione Giustizia alla Camera è più di una semplice ipotesi, è la mossa a cui Meloni sta lavorando, sottotraccia ma con convinzione.

Ma in Fratelli d’Italia non è tramontato anche l’altro scenario, quello iniziale che ad un certo punto vedeva lanciato verso Palazzo d’Orleans il presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno. Il giovane politico paternese affronterà in primavera il suo processo, che diventerà uno spartiacque sul piano personale e delle ambizioni politiche. Galvagno, indagato dalla procura di Palermo per corruzione, peculato e falso ideologico, ha chiesto di essere processato con il giudizio immediato, rito che consente di “saltare” l’udienza preliminare. Ha fretta di affrontare il processo e di arrivare al verdetto. E’ stata fissata al 4 maggio l’udienza, davanti alla terza sezione del Tribunale di Palermo. “L’obiettivo è di fare chiarezza il prima possibile”, hanno sottolineato gli avvocati del presidente dell’Ars.

Se Galvagno riuscirà a superare questo ostacolo e a lasciarsi alle spalle le vicissitudini giudiziarie, a quel punto si rilancerebbero prepotentemente le sue quotazioni per la corsa alla presidenza della Regione e la sua nomination tornerebbe in auge. La “punta di diamante” dell’area che fa capo a Ignazio La Russa dovrà, dunque, aspettare i prossimi mesi per capire con esattezza il suo futuro e quali orizzonti politici potrà avere davanti.

Meloni spinge forte per Varchi, La Russa è pronto a tornare alla carica per Galvagno. Una cosa è certa: Fratelli d’Italia, ad oggi, sembra essere già oltre lo “Schifani bis”.

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