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Regionali 2027, Meloni lancia Carolina Varchi per la presidenza in Sicilia e stoppa l’asse Galvagno-La Russa

Giorgia Meloni comincia a guardare alle Regionali 2027 in Sicilia e prepara la sua carta da giocare per la competizione politica. La ricandidatura dell’attuale governatore Renato Schifani è lontana e a sbarrargli la strada sarà in primis il suo stesso partito, Forza Italia, che guarda già altrove e che potrebbe puntare su Giorgio Mulè ma in alternativa ha anche altri nomi da poter lanciare e ieri vi abbiamo raccontato dell’ipotesi che porta a Marco Falcone.

Ma Giorgia Meloni vorrebbe che fosse proprio Fratelli d’Italia a esprimere stavolta il candidato. Non ci sarà uno scontro con il partito azzurro ma un confronto sì. Nella compagine dei patrioti scalpita ormai da tempo il presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Gaetano Galvagno, “pupillo” di Ignazio La Russa. Molto dipenderà anche dagli sviluppi che avranno le vicissitudini giudiziarie che nei prossimi mesi vedranno Galvagno impegnato a sua difesa su un fronte delicato. Il presidente dell’Ars punta a vincere la sua battaglia e a superare il momento di difficoltà.

Nel frattempo Meloni ha già il suo asso nella manica, il nome da mettere in campo tra un anno e che al momento tiene nascosto perché non ha intenzione di bruciarne la corsa. Si tratta di una “fedelissima” meloniana: Carolina Varchi, deputata alla Camera per Fratelli d’Italia e vicesindaco di Palermo dal 2022 al 2024.

Già in passato si era parlato di una possibile nomination per Carolina Varchi ed è un’opzione che stavolta pare destinata a tornare d’attualità. La leader di Fratelli d’Italia ci pensa e, a Roma come pure ovviamente negli ambienti politici di Palermo, si sussurra che schierare la 42enne parlamentare palermitana sarebbe anche e soprattutto un segnale che Meloni vorrebbe dare per determinare una prospettiva di discontinuità rispetto alla conduzione di Fratelli d’Italia in Sicilia.

Meloni non ha gradito alcune dinamiche che hanno caratterizzato la parabola di Fratelli d’Italia nell’isola, ha osservato ma sinora non è mai intervenuto, preferendo non uscire allo scoperto e optando per una strategia attendista.

La nomina, a suo tempo disposta, di un commissario alla guida di Fratelli d’Italia in Sicilia, con la venuta di Luca Sbardella, era stato il primo passo per capire la situazione e per spianare la strada ad un futuro ribaltone.

Il secondo e più esplicito passaggio che Meloni prepara e che, evidentemente, al momento non troverà conferme per non “agitare” le acque della catena di comando regionale, sarà quella di lanciare una fedelissima nella corsa alla presidenza e quindi spostare quell’asse di vertice del partito che in anni recenti si è polarizzato in Sicilia tutto attorno alla componente catanese.

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