Si avvicina il momento degli accordi romani per le Regionali 2027 in Sicilia e Giuseppe Conte vuole le “chiavi” per la candidatura che dovrà esprimere il campo largo contro il centrodestra. Il presidente dei 5 Stelle non ha dubbi sul nome da mettere in campo e ha già scelto da tempo Giuseppe Antoci per guidare la sfida contro l’attuale maggioranza politica palermitana.
Sulla strada del progetto di Conte c’è adesso un “ostacolo” da superare ed è la candidatura già lanciata in quello stesso perimetro politico da Ismaele La Vardera, che è partito in largo anticipo nel tentativo di incassare il placet del centrosinistra alla propria corsa. La Vardera fa valere i sondaggi che – stando alla più recente rilevazione SWG – lo darebbero al 16%, persino sopra al dato dei 5 Stelle e del PD. Il giovane leader di Controcorrente ha il “vento in poppa” del voto di “pancia” verso la prossima tornata elettorale e viaggia veloce per consolidare la sua posizione. Non a caso La Vardera si è già attrezzato anche per un tour politico nell’isola, comune per comune.
E allora Conte, se vorrà legittimare la candidatura di Antoci, dovrà affrontare anche e soprattutto il “fattore La Vardera”. La proposta che l’ex premier vorrebbe avanzare è quella di un ticket politico. In sostanza il candidato alla Presidenza della Regione sarebbe l’europarlamentare, mentre a La Vardera verrebbe chiesto di fare un “passo di lato”, magari per andare, in caso di affermazione al voto, alla presidenza dell’Assemblea Regionale.
Più defilato il Partito Democratico, che nella partita politica siciliana per il 2027 rischia di restare all’angolo. I democratici ad oggi non hanno una candidatura fronte da proporre come contrappeso alla nomination di Antoci e nemmeno rispetto al “furoreggiante” La Vardera. Lo sa Conte, che vuole ottenere il via libera di Elly Schlein alla candidatura di Antoci, per poi andare al confronto con La Vardera, forte di un patto tra i due principali partiti del centrosinistra. A quel punto La Vardera si troverebbe “spalle al muro”, al bivio tra la possibilità di spaccare il fronte o metterlo insieme. L’ex iena dovrebbe scegliere se andare avanti e proseguire con la sua candidatura e fare il pienone di consensi ma con il rischio di favorire il centrodestra, oppure fare quel fatidico “passo di lato” e rafforzare le ambizioni del centrosinistra, compattando il fronte.


