HomePoliticaPartecipate, Raneri: "Basta nomine di stranieri a Taormina. San Pancrazio, aiutaci tu"

Partecipate, Raneri: “Basta nomine di stranieri a Taormina. San Pancrazio, aiutaci tu”

TAORMINA – “San Pancrazio, aiutaci tu. Ancora nomine di stranieri”. Così, provocatoriamente, l’ex vicesindaco di Taormina, Andrea Raneri ha commentato e contestato in una nota le recenti nomine nelle partecipate, disposte e formalizzate dal sindaco Cateno De Luca per le società partecipate.

“Nelle numerose nomine esterne alla Città di Taormina effettuate dal sindaco – scrive Raneri – emerge un dato politico evidente. Un chiaro senso di sfiducia nei confronti dei taorminesi, senza distinzione di sesso, età o competenza. È un segnale che pesa. Perché una comunità come la nostra, ricca di professionalità, esperienze amministrative e risorse umane di valore, merita rispetto e considerazione. Quando si guarda sistematicamente fuori dai confini cittadini, il messaggio che passa è che qui non ci siano capacità adeguate. Ed è un messaggio sbagliato. C’è poi un dato politico che non può essere ignorato. Dopo il 65% di consensi ottenuti da questo sindaco alle elezioni Amministrative del 2023, alle successive elezioni europee si è registrata una vera e propria debacle, oltre la metà dei voti in meno. Un ridimensionamento significativo del consenso che racconta un malessere diffuso”.

“Qualcuno potrebbe leggere in questo cambio di rotta elettorale l’origine di un atteggiamento diverso verso la città. Il dubbio che si insinua è che queste scelte possano assumere il sapore di una “vendetta politica” verso una comunità che ha espresso liberamente un segnale di distacco. Ma le istituzioni non possono e non devono mai agire per reazione o risentimento. Governare significa includere, valorizzare, rafforzare il legame con la propria comunità soprattutto quando il consenso si riduce. E soprattutto significa investire sui giovani taorminesi. Perché il futuro di Taormina è nelle loro mani. Se non si crea spazio per le nuove generazioni, se non si responsabilizzano e non si coinvolgono nei processi decisionali, si condanna la città a vivere di rendita sul passato, senza costruire il domani”.

“Taormina – conclude Raneri – non ha bisogno di essere governata dall’esterno. Ha bisogno di fiducia, partecipazione e coraggio. Ha bisogno di credere nei propri giovani, nelle proprie competenze e nella propria identità. Il futuro non si importa da fuori. Si costruisce qui, insieme”.

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