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Orsini: “La bufera su Conte conferma che siamo uno Stato Satellite. L’Italia deve chiudere le basi Usa”

Alessandro Orsini, direttore del Centro per lo Studio del Terrorismo dell’Università di Roma Tor Vergata, Research Affiliate al MIT di Boston e docente di Sociologia del terrorismo alla LUISS, ha commentato la polemica che sta interessando in queste ore l’ex premier e attuale leader dei 5 Stelle, Giuseppe Conte, per un incontro con una figura vicina al Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

“La bufera su Giuseppe Conte per il suo incontro con un amico di Trump – afferma Orsini – conferma i miei studi sull’Italia come Stato satellite: la CIA ha un controllo capillare del territorio italiano e della sua vita politica. Siccome Conte ha condannato Israele e gli Stati Uniti per il bombardamento dell’Iran, la Casa Bianca interviene nella politica italiana per destabilizzarla in favore di Giorgia Meloni, che, invece, sostiene il bombardamento inviando i SAMP/T italiani agli Emirati Arabi Uniti. La Casa Bianca è nella condizione di intimidire o minacciare qualunque politico italiano. Tuttavia, esiste una gradazione delle minacce. Nella prima fase, la fase preliminare, la Casa Bianca inizia con la distruzione dell’immagine pubblica del politico italiano che si oppone alle sue politiche di guerra. Se questo modo non funziona, la Casa Bianca ricorre a forme di intimidazione più pesanti. Le basi americane sono lo strumento principale con cui la Casa Bianca costringe i nostri governanti a vivere nella paura affinché tradiscano gli interessi nazionali dell’Italia. Ecco perché l’Italia dovrebbe chiudere le basi americane. Ho spiegato tutto questo nei miei libri e in un’intervista con Michele Santoro”.

“Giuseppe Conte, in merito all’incontro – conclude Orsini -, ha scritto al direttore del Corriere della Sera: “Ho incaricato [l’amico di Trump] di riferire al presidente Trump da parte mia che considero questi attacchi all’Iran completamente contrari al diritto internazionale, per cui vanno fermamente condannati e – per quanto sta in me – non potranno mai avere il sostegno dell’Italia. Ho detto che mi batterò perché le nostre basi non siano messe a disposizione non solo dei bombardieri americani di passaggio ma anche per qualsiasi attività logistica di sostegno a questi attacchi illegali”.

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