HomeSiciliaOPERAZIONE 41, FIUMEDINISI CAPITALE DI SICILIA?

OPERAZIONE 41, FIUMEDINISI CAPITALE DI SICILIA?

“Siamo al 41 per cento, prendete nota”. La sfida è lanciata, Cateno De Luca fa la sua previsione sulla percentuale della sua candidatura alla presidenza della Regione Siciliana e lancia una sfida che sparge il terrore nei salotti politici della Trinacria.

Il Cammino di Cateno, da Fiumedinisi a Palermo, è partito. La strategia di De Luca è chiara, sa che il centrosinistra non è competitivo e che il centrodestra è lacerato dall’assenza di un’intesa sul candidato e dal dilemma Musumeci sì, Musumeci no. E allora l’ex sindaco di Messina punta a replicare il piano che lo ha portato a trionfare alle Amministrative con l’elezione il 12 giugno scorso di Federico Basile come suo successore a Palazzo Zanca.

De Luca punta a fare il pienone sul voto di protesta, sa che intercetterà il consenso di pancia dei siciliani prosciugando in particolare quelli che furono i consensi del M5S alle scorse elezioni del 2017, in un momento in cui le percentuali di preferenze per i grillini si sono liquefatte in Sicilia come nel resto d’Italia. E allo stesso tempo “Scateno” sta lavorando per spaccare ulteriormente il centrodestra, il fronte che sarà il suo principale antagonista alle elezioni di novembre.

Così, mentre il centrodestra arranca e litiga, eccola la mossa di De Luca. “Siamo al 41%”, è la stoccata per mettere pressione sugli avversi e mostrare i muscoli, facendo passare un messaggio di forza che punta ad allargare la platea dei candidati arruolabili in quelle che ha definito “le 9 liste di liberazione della Sicilia”.

De Luca è partito anche stavolta in largo anticipo, sin qui sta giocando la partita sul terreno che gli è congeniale, si sta prendendo la scena a dispetto della presunzione e delle esitazioni di avversari che lo sottovalutano e nei sondaggi lo danno non oltre il 20% al massimo anche in caso di exploit.

Ma ogni volta che l’hanno sottovalutato, poi De Luca – che la matematica la conosce bene – ha puntualmente sparigliato. Pochi si rendono conto che De Luca sta togliendo il terreno e l’ossigeno ai suoi avversari, poco alla volta. Nessuno fa i conti con il voto di pancia, con l’astensionismo e con le faide e le liti interne – soprattutto nel centrodestra – che quasi certamente determineranno un paio di “tradimenti” significativi alle urne come alle recenti Comunali del 12 giugno. “Siamo al 41%”, per qualcuno è una frase buttata lì, tanto per dirla, magari sarà vera oppure no. Di certo è una mossa di pressione psicologica, ancor prima che una previsione politica.

Quella frase sta già sortendo l’effetto che voleva De Luca: mettere paura agli avversari, irretirli ma soprattutto è uno spot che ammicca agli elettori per far capire alla gente quale possa essere stavolta il carro vincente alle Regionali. Liberazione della Sicilia, per certi versi quella che promettevano i grillini un tempo, nell’epoca d’oro dei pentastellati. Una rivoluzione che adesso è il mantra del sindaco di Sicilia, con l’onda del Cammino di Cateno che monta sempre più dirompente da Fiumedinisi e si dirige verso Palazzo d’Orleans.

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