HomeItalia - EsteriNuovi raid israeliani a Teheran. Droni iraniani colpiscono un aeroporto in Azerbaigian

Nuovi raid israeliani a Teheran. Droni iraniani colpiscono un aeroporto in Azerbaigian

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato di dover essere personalmente coinvolto nella scelta del prossimo leader dell’Iran, proprio come in Venezuela. In un’intervista ad Axios, Trump ha affermato che il figlio della guida suprema, Ali Khamenei, ucciso negli attacchi di sabato, è effettivamente il successore più probabile, “ma non è accettabile per me”, ha detto. “Vogliamo qualcuno che porti armonia e pace in Iran”, ha affermato Trump.


Una serie di esplosioni hanno colpito Teheran nelle ultime ore. I media locali hanno riportato un’esplosione nella parte occidentale di Teheran, alcune nella città di Karaj. L’Iran ha invece annunciato di aver lanciato un attacco contro il quartier generale delle forze curde nel Kurdistan iracheno. Dall’inizio dell’attacco congiunto israele-statunitense all’Iran sono state uccise 1.230 persone. Lo riferiscono i media statali, che parlano sia di vittime civili che di morti tra gli apparati della sicurezza.

L’Azerbaigian ha condannato con forza attacchi con droni lanciati dal territorio iraniano contro la Repubblica Autonoma di Nakhchivanl’exclave azera al confine con l’Iran. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri azero, che ha parlato di “droni partiti dall’Iran” dirette contro la regione. Secondo fonti ufficiali azere, intorno a mezzogiorno di oggi ora locale due droni hanno colpito la zona: uno si è schiantato sull’edificio del terminal dell’aeroporto internazionale di Nakhchivan (unico scalo aereo dell’enclave, distante circa 10 km dal confine iraniano), l’altro nelle vicinanze di una scuola nel villaggio di Shekarabad. Gli attacchi hanno causato danni alle infrastrutture aeroportuali e il ferimento di due civili. Il ministro degli Esteri ha definito l’azione “contraria alle norme del diritto internazionale” e un fattore di escalation regionale, riservandosi il diritto di adottare “misure di risposta appropriate”.

In segno di protesta, l’ambasciatore iraniano a Baku, Mojtaba Dermichilu, è stato convocato al Ministero degli Esteri per ricevere una nota di protesta formale. L’incidente segna la prima volta che l’Azerbaigian viene direttamente colpito nel contesto del conflitto in corso in Medio Oriente, ampliando il raggio delle tensioni oltre il Golfo Persico e i siti statunitensi/israeliani. Nakhchivan, isolata dal resto del paese, è strategicamente sensibile per la vicinanza all’Iran e per progetti infrastrutturali regionali. Le autorità azere monitorano la situazione e hanno rafforzato le misure di sicurezza nella regione. Non risultano al momento ulteriori vittime o danni estesi, ma l’episodio aggrava le già tese relazioni tra Baku e Teheran.

L’AZERBAIGIAN: “RISPONDEREMO”

Il ministero della Difesa dell’Azerbaijan ha attribuito piena responsabilità all’Iran per un attacco con droni lanciato dal suo territorio contro l’aeroporto internazionale di Nakhchivan e altre infrastrutture civili nella Repubblica Autonoma di Nakhchivan, exclave azera confinante con l’Iran. Il ministero ha dichiarato che “l‘Iran ha condotto attacchi con velivoli senza pilota su Nakhchivan International Airport e altre infrastrutture civili”, precisando che i droni sono stati lanciati dal suolo iraniano. Baku ha sottolineato che “l’Iran porta la piena responsabilità di questo incidente e questi attacchi non passeranno senza risposta”. Secondo fonti azere e internazionali, almeno tre droni iraniani hanno colpito la zona. Il ministero degli Esteri azero ha convocato l’ambasciatore iraniano per consegnare una nota di protesta formale.

MEDIA “ATTACCO A UNA BASE USA NELL’AEROPORTO DI ABU DHABI NEGLI EMIRATI”

La televisione di Stato iraniana ha dichiarato che le forze armate iraniane hanno colpito con successo una sede delle forze militari americane situata all’interno o nelle immediate vicinanze dell’aeroporto internazionale Zayed (Zayed International Airport) ad Abu Dhabi, riportando “diversi colpi ripetuti” e conseguenti danni. L’azione rientra nella risposta iraniana alle precedenti operazioni militari statunitensi e israeliane. Secondo il servizio trasmesso da Teheran, il sito è considerato parte delle installazioni che ospitano contingenti americani o a essi collegate, e sarebbe stato preso di mira nel corso di un’ondata di attacchi missilistici e con droni diretti contro basi statunitensi nella regione. Non sono stati forniti dettagli precisi sulle perdite o sull’entità dei danni da parte iraniana, mentre né le autorità emiratine né quelle americane hanno confermato o smentito immediatamente l’affermazione

Parallelamente, media locali e testimoni oculari hanno segnalato l’attivazione delle sirene d’allarme antiaereo a Dubai, accompagnata da boati di esplosioni sparse in vari punti della città, mentre persistono le minacce aeree iraniane dirette verso gli Emirati. Il Ministero della Difesa emiratino ha ribadito in un precedente comunicato che i sistemi di difesa aerea stanno contrastando missili balistici e droni provenienti dall’Iran, con successo nella neutralizzazione della maggior parte dei vettori, sebbene frammenti di intercettazione abbiano causato danni collaterali e feriti lievi nelle ondate precedenti.

NUOVI MISSILI DALL’IRAN, SIRENE D’ALLARME A GERUSALEMME

Sirene d’allarme nel centro di Israele e a Gerusalemme per il lancio di missili dall’Iran. Lo riportano i media locali. Secondo l’emittente Channel 12, un aereo della compagnia di bandiera El Al stava per atterrare, ma ha ripreso quota in concomitanza con l’allarme. Intanto, il Comando del fronte interno ha confermato questa mattina che si registra una tendenza alla diminuzione del lancio di missili dall’Iran e pertanto sono consentiti assembramenti fino a 50 persone, purché nelle vicinanze di aree dove potersi rifugiare in caso di attacco. L’obiettivo è riportare l’economia alla normalità. Al contrario, sono aumentati i lanci di droni e razzi dal Libano meridionale.

L’IRAN: “GLI USA RIMPIANGERANNO AMARAMENTE L’ATTACCO ALLA FREGATA DENA”

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi ha duramente accusato gli Stati Uniti di aver colpito senza preavviso una fregata della Marina militare di Teheran in acque internazionali, definendo l’azione una “follia” che Washington “rimpiangerà amaramente”. In un post su X, Araqchi ha dichiarato: “Gli Stati Uniti hanno commesso un’atrocità in mare, a 2000 miglia dalle coste iraniane. La fregata Dena, ospite della Marina indiana e con a bordo circa 130 marinai, è stata colpita in acque internazionali senza alcun avvertimento preventivo”. Il ministro ha aggiunto: “Conservate le mie parole: gli Stati Uniti rimpiangeranno duramente il precedente che hanno creato attaccando una fregata in acque internazionali”. 

L’incidente si riferisce al siluramento della fregata IRIS Dena (classe Moudge), avvenuto martedì nel Oceano Indiano a circa 40 miglia nautiche a sud di Galle, al largo delle coste meridionali dello Sri Lanka. La nave è affondata dopo essere stata colpita da un siluro lanciato da un sottomarino d’attacco statunitense, come confermato dal segretario alla Difesa Usa Pete Hegseth, che ha definito l’operazione “quiet death” (morte silenziosa) e il primo affondamento di una nave nemica con siluro da parte di un sottomarino americano dai tempi della Seconda guerra mondiale. Le autorità dello Sri Lanka hanno recuperato 87 corpi e soccorso 32 marinai feriti, mentre decine di altri risultano ancora dispersi. La fregata stava rientrando in Iran dopo aver partecipato a un’esercitazione navale nel Golfo del Bengala.

QATAR INTERCETTA 13 MISSILI BALISTICI E 4 DRONI

Il ministero della Difesa del Qatar ha reso noto di aver intercettato con successo 13 missili balistici e 4 droni in diverse ondate di attacchi avvenute oggi sul territorio nazionale. Le forze armate qatariote hanno precisato che sono stati intercettati complessivamente 13 missili balistici; uno di essi è caduto nelle acque territoriali qatariote senza causare danni a terra o perdite umane. Quattro droni ostili sono stati neutralizzati con successo dalle difese aeree, senza che si registrassero vittime né danni materiali significativi. Il ministero ha sottolineato che non si sono verificati feriti né vittime tra la popolazione civile o il personale militare e che le operazioni di monitoraggio e intercettazione proseguono per garantire la sicurezza nazionale.

LIBANO, LE FORZE DI DIFESA ISRAELIANE: “EVACUATE I QUARTIERI A SUD DI BEIRUT”

Le Forze di difesa israeliane hanno lanciato un “avvertimento urgente” ai residenti delle periferie sud di Beirut, roccaforte di Hezbollah nota come Dahiyeh, in vista di attacchi pianificati contro il gruppo armato filorianiano. Lo hanno annunciato i portavoce in arabo delle Idf. Si tratta di una misura senza precedenti: è la prima volta che l’esercito israeliano invita ampie aree della capitale libanese a evacuare. In passato, gli avvisi riguardavano singoli edifici poi colpiti; questa volta l’ordine copre quattro grandi quartieri della zona sud. Secondo il portavoce militare, il colonnello Avichay Adraee, i residenti devono lasciare immediatamente le proprie abitazioni seguendo precise direttrici. Gli abitanti dei quartieri Bourj el-Barajneh e Hadath devono spostarsi verso est, in direzione del Monte Libano, lungo l’autostrada Beirut-Damasco. I residenti di Haret Hreik e Shiyyah devono dirigersi verso nord, in direzione di Tripoli lungo la Beirut-Tripoli, oppure verso est attraverso la Metn Expressway. Le Idf hanno inoltre vietato qualsiasi movimento verso sud, avvertendo che potrebbe mettere in pericolo la vita dei civili. 

L’IRAQ DICE NO ALL’USO DEL TERRITORIO PER ATTACCHI AI PAESI VICINI

Le massime cariche istituzionali irachene – Presidenza della Repubblica, Governo e Parlamento – hanno diffuso un comunicato congiunto in cui esprimono il fermo rifiuto all’utilizzo del territorio, dello spazio aereo o delle acque territoriali irachene come base di lancio per qualsiasi azione militare o aggressione contro Paesi confinanti o della regione. Nel testo, ripreso da fonti come Al Arabiya e altre agenzie, si legge che “la Repubblica dell’Iraq rifiuta categoricamente l’uso delle sue terre come punto di partenza per attacchi contro Paesi vicini”. Il comunicato sottolinea che tale posizione è “fissa e principiale”, radicata nella Costituzione irachena e nella politica estera del Paese, che si basa sul rispetto della sovranità altrui, sul non intervento negli affari interni di altri Stati e sull’impegno a non permettere che l’Iraq diventi arena o trampolino per minacce alla sicurezza e alla stabilità regionale.

KATZ SENTE HEGSETH: “LA COOPERAZIONE TRA TRUMP E NETANYAHU STA CAMBIANDO LA STORIA”

Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha parlato al telefono con il suo omologo americano, il capo del Pentagono Pete Hegseth, a cui ha espresso le sue condoglianze per la morte di sei militari statunitensi rimasti uccisi negli attacchi iraniani. Lo riferisce una nota dell’ufficio di Katz, che “ha sottolineato che Israele sta facendo e continuerà a fare tutto il possibile per contribuire a proteggere la sicurezza delle truppe statunitensi nella regione”“Katz ha chiesto di ringraziare il presidente degli Stati Uniti (Donald) Trump per il grande sostegno a Israele e ha sottolineato che la cooperazione tra il presidente Trump e il primo ministro Netanyahu contro l’Iran sta cambiando la storia regionale e globale”, si legge nella dichiarazione. Katz ha anche ringraziato Hegseth “per il suo grande sostegno a Israele e per l’ampia assistenza nella difesa dei cittadini dello Stato di Israele dalla minaccia missilistica iraniana, e ha sottolineato la stretta e senza precedenti cooperazione tra le forze armate per raggiungere tutti gli obiettivi della guerra”. Secondo l’ufficio del ministro della Difesa, Hegseth “ha elogiato la cooperazione senza precedenti tra i militari e le capacità dell’esercito” e ha detto a Katz: “Continua fino alla fine, siamo con te”.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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