Nuovo picco di tensione militare nella notte tra Stati Uniti e Iran. Le forze statunitensi hanno condotto un attacco mirato sull’isola iraniana di Larak, nello Stretto di Hormuz, provocando l’immediata rappresaglia di Tehran che ha colpito con missili balistici e droni due basi aeree statunitensi in Giordania.
Secondo fonti del Comando Centrale degli Stati Uniti, l’azione aerea su Larak – la prima sul territorio iraniano dalla fine di luglio – ha preso di mira due lanciatori delle Guardie della Rivoluzione pronti a posizionare mine navali nel corridoio strategico di Hormuz. I Pasdaran iraniani hanno confermato l’attacco statunitense, denunciando la morte e il ferimento di diversi militari e civili.
Poche ore dopo, l’aviazione aerospaziale dell’IRGC ha risposto lanciando un massiccio attacco combinato di missili balistici e droni contro le basi aeree di King Hussein e Al-Azraq in Giordania, che ospitano truppe statunitensi. Le autorità giordane hanno dichiarato che i propri sistemi di difesa aerea hanno intercettato e distrutto otto missili entrati nello spazio aereo del regno, mentre fonti statunitensi riferiscono che gli ordigni diretti contro le proprie installazioni sono stati neutralizzati senza registrare danni significativi o vittime di rilievo.
Mentre il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, in partenza per il vertice della Shanghai Cooperation Organization a Bishkek, ha ribadito che Tehran “non cerca la guerra” ma risponderà con fermezza a ogni aggressione, il presidente statunitense Donald Trump ha liquidato l’attacco della Repubblica Islamica affermando che l’Iran “ha perso ogni sostegno residuo tra gli Stati del Golfo” puntando le proprie armi contro i paesi vicini. L’escalation giunge proprio mentre l’amministrazione Trump tentava di spostare il focus del conflitto, entrato nel suo sesto mese, verso una campagna di asfissia economica e sanzioni finanziarie.
ESERCITO GIORDANO INTERCETTA E DISTRUGGE 8 MISSILI NELLO SPAZIO AEREO
L’esercito giordano ha annunciato all’alba di oggi di aver intercettato e distrutto otto missili che avevano violato lo spazio aereo del Paese, senza che questi costituissero una minaccia per la popolazione o le infrastrutture. Il portavoce ufficiale delle Forze armate giordane ha dichiarato che i sistemi di difesa aerea hanno neutralizzato i missili all’alba di lunedì. Le operazioni di intercettazione, ha spiegato, sono state condotte secondo precise valutazioni operative e nel rispetto delle regole di ingaggio, al fine di proteggere lo spazio aereo nazionale e la sicurezza dei cittadini. Le Forze armate, ha aggiunto, restano in massimo stato di allerta e pronte a adottare ogni misura necessaria per salvaguardare la sovranità e la stabilità del Regno.
Secondo un inviato delle emittenti Al Arabiya e Al Hadath, la sera di domenica erano stati intercettati missili lanciati dall’Iran verso la Giordania. Fonti delle stesse reti hanno indicato che l’attacco iraniano rappresenterebbe una risposta al bombardamento americano di due piattaforme di lancio iraniane sull’isola di Larak. Un ufficiale americano ha confermato alle due emittenti che le forze statunitensi hanno colpito le piattaforme dopo aver rilevato preparativi dei Guardiani della Rivoluzione per lanciare missili con mine navali verso lo Stretto di Hormuz. Il capitano di vascello Tim Hawkins ha dichiarato che gli Stati Uniti continuano a monitorare attentamente la zona e restano pronti a tutelare la libertà di navigazione.
EMIRATI, INTERCETTATO DRONE PROVENIENTE DALL’IRAN
Il ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti ha annunciato di aver intercettato un drone sopra le acque territoriali del Paese, proveniente dall’Iran. Lo si apprende da una nota pubblicata sui social network dal ministero di Abu Dhabi. La nota precisa che le forze armate emiratine restano in stato di massima allerta e pronte a fronteggiare qualsiasi minaccia. I sistemi di difesa aerea, aggiunge il ministero, continuano a monitorare lo spazio aereo senza interruzione.
PETROLIERA IN FIAMME NELLO STRETTO DI HORMUZ DOPO COLLISIONE CON DUE MINE
Una petroliera ha preso fuoco lunedì nello Stretto di Hormuz dopo aver urtato due mine navali, secondo quanto annunciato dalle autorità iraniane e riportato dai media ufficiali. In un comunicato diffuso dalla Marina dei Guardiani della Rivoluzione e ripreso dall’agenzia Irna, si legge che “poche ore fa è scoppiato un grande incendio a bordo di una petroliera gigante clandestina che tentava di attraversare la rotta illegale a sud dello Stretto di Hormuz, dopo la collisione con due mine navali. La nave si è completamente fermata”.
I Guardiani della Rivoluzione hanno specificato che la nave stava cercando di forzare il passaggio in modo non autorizzato, senza tuttavia rivelare il nome dell’unità né fornire dettagli sull’equipaggio. L’organismo militare ha inoltre avvertito che qualsiasi altra nave che violi le regole di sicurezza imposte da Teheran dovrà affrontare lo stesso destino, sottolineando che il rispetto delle proprie disposizioni sul transito attraverso lo Stretto di Hormuz è obbligatorio.
IRAN, BANCA CENTRALE HA RICEVUTO 7,5 MILIARDI DI DOLLARI DA PETROLIO IN 4 MESI
La banca centrale iraniana ha ricevuto 7,5 miliardi di dollari di ricavi petroliferi nei primi quattro mesi dell’anno, secondo quanto riferito dall’agenzia Fars citando il ministero del Petrolio. L’importo corrisponde a una volta e mezza quanto incassato nello stesso periodo dell’anno precedente. L’andamento, secondo le stesse fonti, dovrebbe proseguire fino a gennaio nonostante il protrarsi delle sanzioni americane. Intanto fonti della compagnia nazionale iraniana del petrolio hanno dichiarato ad Al Jazeera che la situazione sull’isola di Kharg è tranquilla e che le operazioni petrolifere non si sono interrotte. Le fonti hanno definito “ridicolo” un tweet di Donald Trump riguardante l’isola. Ha aggiunto che proseguono i lavori di rinnovo dei serbatoi e di ricostruzione dei moli, con alcuni progetti attualmente realizzati tra il 20 e il 30 per cento.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).


