“Sono viva per miracolo. Ho visto la morte con gli occhi. Dovevo capirlo subito, al primo calcio, alla prima sberla ma ero innamorata. Ero accecata da un’idea sbagliata dell’amore”. Così Alessia, la ragazza di 35 anni di Giardini Naxos, che ha raccontato oggi pomeriggio davanti alle telecamere di “Dentro la Notizia”, il programma di Canale 5 condotto da Gianluigi Nuzzi, il dramma che ha vissuto e che l’ha portata ad un passo dalla fine.
Alessia sarebbe stata picchiata e segregata nella sua abitazione per quattro lunghe ore dall’ex compagno. Si è salvata dalla furia dell’uomo aggrappandosi disperatamente alla ringhiera della scala, lì dove l’ex compagno avrebbe provato a scaraventarla giù. Quel volo da due metri, se fosse avvenuto, sarebbe risultato fatale alla donna. “Sono andata contro tutti per questa storia, ero talmente innamorata che non riuscivo a capire quello che mi stava accadendo e che poi è successo”, ha detto con dolore e amarezza Alessia.
Questa ragazza ha sopportato di tutto e la sua drammatica testimonianza deve rappresentare un esempio e un monito per altre donne che vivono lo stesso incubo. Il 41enne, per gelosia avrebbe anche sequestrato ad Alessia il cellulare alla ricerca di prove di un suo possibile nuovo rapporto sentimentale, impedendole persino di accedere ai social network per un salute alle amiche.
Alessia sarebbe stata presa a calci, pugni e morsi, sino al drammatico atto finale di questa storia tormentata, in cui l’uomo avrebbe provato a strangolarla e buttarla giù dalla tromba delle scale. Le accuse ora sul 41enne sono pesantissime: tentato femminicidio, sequestro di persona, maltrattamenti e atti persecutori ma anche l’accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico.
L’uomo è stato fermato a Giardini Naxos dai Carabinieri della compagnia di Taormina in esecuzione di un provvedimento emesso dalla Procura di Messina ed il Gip di Messina ha convalidato il fermo ed emesso, nei confronti dell’indagato, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.
Le indagini sulla violenza, avvenuta tra il 21 e il 22 febbraio scorsi nella casa della vittima, sono state avviate da militari dell’Arma dopo una segnalazione telefonica al 112 dei genitori della donna che aveva chiesto aiuto a loro dopo essere riuscita a rientrare in possesso del telefonino. Secondo la Procura della Repubblica di Messina “la brutale aggressione sarebbe stata motivata dalla volontà del 41enne di mantenere in vita il rapporto affettivo ormai esaurito per decisione della donna”.
Alessia ha invitato altre donne, vittime di violenze, a “parlare a casa con le persone care, i familiari e le amiche, senza tenere tutto dentro. Se si parla, l’aiuto può arrivare. Se io lo avessi cercato, ora non sarei in queste condizioni. Mio figlio mi ha detto “…Se tu non lasci lui, io casa non torno…”. E’ lì ho capito che dovevo fare quel passo e così ho fatto”.


