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Navi colpite nello Stretto di Hormuz, Iran: “Non consentiremo l’esportazione di nemmeno un litro di petrolio”

Una nave è stata colpita da un “proiettile sconosciuto” nello Stretto di Hormuz, provocando un incendio a bordo. Lo riferisce l’agenzia britannica per la sicurezza marittima Ukmto, aggiungendo che la nave ha richiesto assistenza e l’equipaggio è stato evacuato. L’incidente è avvenuto a circa 11 miglia nautiche a nord dell’Oman.

Le forze armate iraniane hanno dichiarato che le navi statunitensi, israeliane e dei loro alleati rappresentano “obiettivi legittimi” nel contesto del conflitto in corso, con particolare riferimento al transito attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo ha annunciato un portavoce militare, secondo quanto riportato da fonti iraniane e agenzie internazionali, in un’escalation che minaccia direttamente una delle principali arterie energetiche mondiali. Contemporaneamente, Teheran ha ribadito con forza che non consentirà l’esportazione di “nemmeno un litro di petrolio” attraverso lo Stretto di Hormuz a beneficio degli Stati Uniti e dei loro alleati, finché proseguiranno gli attacchi congiunti USA-Israele contro l’Iran.

La dichiarazione, attribuita alle Guardie Rivoluzionarie (IRGC), arriva mentre il traffico marittimo nel canale – attraverso cui transita circa il 20% del petrolio mondiale – risulta già gravemente interrotto da mine, attacchi a navi mercantili e minacce di blocco totale. Le autorità iraniane sottolineano che lo Stretto rimane aperto in linea di principio, ma con restrizioni severe per le imbarcazioni legate a Washington, Tel Aviv o ai loro partner, inclusi potenziali attacchi mirati. La mossa si inserisce in un quadro di rappresaglie reciproche: gli USA hanno distrutto decine di imbarcazioni iraniane posamine vicino allo Stretto, mentre Teheran ha intensificato minacce e azioni asimmetriche con droni, missili e piccole unità navali

FERITO MOJTABA KHAMENEI

Mojtaba Khamenei, figlio del leader supremo iraniano Ali Khamenei, indicato come nuova guida suprema iraniana, sarebbe rimasto ferito nel corso delle recenti operazioni belliche, ma le sue condizioni sono buone e non è in pericolo di vita. Lo riporta l’emittente al Arabiya. La notizia, rilanciata in breaking dalla rete, non ha ancora ricevuto conferma ufficiale né da Teheran né da fonti vicine alla Guida Suprema della Repubblica Islamica. Mojtaba Khamenei è da tempo considerato una figura di grande influenza all’interno del sistema di potere iraniano e spesso indicato come possibile successore del padre. L’informazione emerge mentre il conflitto tra Iran e Israele entra nella fase più intensa, con continui lanci di missili, droni e attacchi mirati che hanno già causato vittime anche tra personalità di alto livello. Al momento non sono stati forniti dettagli sulle modalità dell’incidente, sul tipo di ferita subita né sul luogo in cui sarebbe avvenuto. Le autorità iraniane non hanno rilasciato commenti ufficiali in merito alla notizia.

INTENSI SORVOLI DI CACCIA SUI CIELI DI TEHERAN

Media iraniani riferiscono di intensi sorvoli di aerei da combattimento nei cieli di Teheran, accompagnati da raid aerei su diverse aree a ovest e a est della capitale. Secondo fonti locali, si sono udite potenti esplosioni in vari punti della città, in un contesto di escalation continua nel conflitto in corso. Le segnalazioni, diffuse da agenzie e canali iraniani, indicano che i velivoli militari – presumibilmente appartenenti alle forze USA e israeliane – hanno condotto operazioni di bombardamento mirato su zone occidentali e orientali della metropoli, con boati di detonazioni che hanno riecheggiato in diverse parti di Teheran. La situazione resta fluida e altamente tesa, con le difese aeree iraniane in allerta e possibili ulteriori sviluppi nelle prossime ore. Le autorità locali non hanno ancora fornito un bilancio ufficiale di vittime o danni, mentre proseguono le operazioni militari nel quadro del conflitto regionale.

NELLA NOTTE QUATTRO ONDATE DI ATTACCHI DALL’IRAN VERSO ISRAELE

Dopo la mezzanotte, dall’Iran sono stati lanciati quattro attacchi con missili balistici che hanno fatto attivare le sirene nel nord e nel centro di Israele, oltre che in alcune zone della Cisgiordania settentrionale. I missili sono stati intercettati dai sistemi di difesa e non ci sono state vittime né feriti, secondo i servizi sanitari. Nei giorni scorsi, dall’Iran non erano stati lanciati missili nella notte. Circa la metà dei missili lanciati dall’Iran dall’inizio della guerra verso Israele sono dotati di testate a grappolo. Lo riporta Ynet citando fonti della sicurezza all’indomani della morte di due operai rimasti uccisi in un cantiere edile a Yehud a causa di un attacco missilistico di questo tipo.

“Questa è una bomba che può causare danni ingenti. Il rispetto delle istruzioni è importante. Non si tratta di centinaia di chilogrammi di esplosivo, ma si diffonde su una gittata di circa 10 chilometri e richiede una maggiore responsabilità da parte dei civili. Uccide. Intercettare i detriti dei missili normali e anche di quelli di grandi dimensioni è letale”, hanno affermato le fonti.

Il premier israeliano Benjamin “Netanyahu non vuole far vedere come le potenti forze armate iraniane stanno punendo Israele per la sua aggressione” e “siamo solo all’inizio”. Lo ha scritto su X il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, secondo cui gli attacchi iraniani hanno provocato “distruzione totale causata dai nostri missili, leader in preda al panico e difese aeree allo sbando”.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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