Il Milan ha messo nel mirino quello che è diventato, suo malgrado, l’incubo calcistico più recente dell’Italia: Kerim Alajbegovic. Rossoneri davanti a tutti nella corsa al giovanissimo talento bosniaco, classe 2007, tra i protagonisti della drammatica finale dei playoff che ha condannato gli Azzurri di Rino Gattuso a saltare il terzo Mondiale consecutivo, dopo una battaglia terminata ai calci di rigore a Zenica. In quel match, Alajbegovic ha confermato tutte le doti da predestinato che avevano già attirato gli scout internazionali, mostrando una personalità e una tecnica fuori dal comune nonostante la giovanissima età. La sua prestazione non ha solo infiammato la Bosnia, ma ha convinto definitivamente la dirigenza rossonera a rompere gli indugi per tentare il blitz di mercato.
Attualmente in forza al Salisburgo, club che lo ha prelevato dal settore giovanile del Bayer Leverkusen, l’esterno bosniaco ha una valutazione che si aggira già intorno ai 15-20 milioni di euro, cifra destinata a lievitare dopo l’impresa nelle qualificazioni mondiali. Il Milan, che sta seguendo il ragazzo con inviati speciali fin dalle sue apparizioni nelle selezioni giovanili, vede in lui il profilo ideale per rinforzare la batteria di trequartisti: un giocatore moderno, capace di agire sia sulla fascia che centralmente, dotato di un ottimo dribbling e di una visione di gioco che ricorda i grandi interpreti del ruolo. L’operazione non si preannuncia semplice, data la fitta concorrenza di club come Napoli e Roma, ma i rossoneri sembrano intenzionati a muoversi d’anticipo per evitare aste estive.
Il piano di Moncada e Furlani prevede di stringere i tempi già nelle prossime settimane, sfruttando anche gli ottimi rapporti con l’entourage del calciatore per assicurarsi il “sì” del ragazzo prima che le grandi d’Europa si presentino con offerte fuori portata. Per il Milan, portare Alajbegovic a Milanello significherebbe non solo assicurarsi uno dei prospetti più luminosi del panorama mondiale, ma anche inserire in rosa un giocatore che ha già dimostrato di saper gestire le pressioni di una nazione intera in una partita da “dentro o fuori” contro una big come l’Italia. Se l’affare dovesse andare in porto, i tifosi rossoneri potrebbero presto ammirare da vicino colui che, in una notte di fine marzo, ha spento i sogni mondiali del nostro Paese


