La seconda visita di Giorgia Meloni in Sicilia, dopo quella del 28 gennaio scorso, si chiude con la delusione dei siciliani che la attendevano non soltanto a Niscemi ma anche nelle zone colpite dal Ciclone Harry. E la mattinata della Premier nell’isola va in archivio pure con un giallo.
Meloni è giunta questa mattina in Sicilia per una ricognizione nelle aree colpite dal ciclone Harry. Ad accompagnarla c’era il capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano. Subito la tappa Niscemi, dove Meloni era stata già nella sua recente venuta in Sicilia.
Come detto, Meloni si è dedicata alla vicenda della grave frana che ha colpito la località del Nisseno, che ha costretto oltre mille persone a dover lasciare le proprie abitazioni. La Presidente del Consiglio è atterrata in elicottero poco dopo le 11,30 e dopo aver sorvolato i luoghi del cedimento del quartiere Sante Croci ha effettuato un nuovo sopralluogo nella zona del Belvedere. Con lei il capo del Dipartimento di Protezione Nazionale Civile Fabio Ciciliano ed il sindaco Massimiliano Conti. Si è tenuto un vertice con le autorità locali per fare il punto della situazione a quasi tre settimane dall’evento franoso. Quindi un punto stampa e poi il rientro a Roma. Da qui le perplessità sulle quali abbiamo già fatto una riflessione in precedenza (CLICCA QUI), perché non ci sono dubbi che la vicenda di Niscemi sia una vera emergenza di assoluto rilievo ma è altrettanto chiaro che i territori colpiti dal Ciclone Harry non possono essere tralasciati e ancora una volta ignorati. Due volte Meloni ha visitato la Sicilia e per due volte non ha raggiunto i luoghi dove il litorale, su oltre 100 km di costa, è stato spazzato via e sfregiato in maniera totale da una mareggiata epocale.
La visita di Meloni si chiude con un mistero che non cambia la sostanza delle cose, anche se la colora a suo modo. Secondo alcune indiscrezioni raccolta da TN24, Meloni, prima di ripartire per la Capitale, avrebbe fatto un sorvolo in elicottero di alcune zone della Sicilia Orientale, tra cui Taormina e Letojanni. Un sorvolo breve e a distanza. Poi il rientro in aereo a Roma.
Non vi è certezza assoluta di questa ricognizione dall’alto e lo vogliamo sottolineare a lettere cubitali. Ma un elicottero – e questo invece è certo – è transitato da queste parti e quel volo non risultava essere tracciato sui radar, come avviene per motivi di sicurezza quando si tratta di personalità pubbliche. E’ un indizio che può significare tutto o niente, ma probabilmente più qualcosa che nulla.
Il giallo della visita di Meloni in elicottero non cambia di molto la sostanza della giornata, perché la sensazione limpida è che il Ciclone Harry sia passato in secondo piano e che il perimetro dell’emergenza in Sicilia, perlomeno sul piano mediatico, si sia ridotto soltanto alla frana di Niscemi. E non può essere così, perché ci sono operatori economici in ginocchio che esigono attenzione e considerazione. Gli aiuti arriveranno. Bene, nel frattempo però lo Stato deve venire a vedere sui luoghi come stanno le cose. Le Istituzioni devono toccare con mano il disastro, lo devono vedere a terra, camminando fisicamente sui lungomari distrutti. Non a distanza, dal cielo. Non funziona così.


