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L’ultimo saluto al piccolo Domenico, anche Giorgia Meloni ai funerali a Nola

Nola, Napoli, la Campania e l’Italia intera si fermano nel giorno dell’ultimo saluto al piccolo Domenico Caliendo, il bimbo di due anni deceduto lo scorso 21 febbraio al Monaldi dopo un’agonia iniziata per lui quasi due mesi prima, il 23 dicembre, quando nello stesso ospedale partenopeo gli era stato trapiantato un cuore danneggiato. Emozione e grande commozione in una piazza Duomo stracolma di gente così come lo è stata la stessa Cattedrale di Nola per i funerali officiati dal vescovo della cittadina vesuviana, monsignor Francesco Marino, alla presenza anche della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Poco dopo le 11 di questa mattina, l’ingresso in Duomo della piccola bara bianca, accolta da un lungo e sentito applauso e posizionata ai piedi dell’altare per dare il via alla camera ardente. Lunga, lunghissima, la fila per rendere omaggio a Domenico, ritratto in una foto con un peluche.

Tante anche le istituzioni presenti: “E’ un momento doloroso per tutta la comunità campana, servono responsabilità, sobrietà e rispetto” le parole del sindaco di Napoli e della Città metropolitana, Gaetano Manfredi, anche lui nolano d’origine. In chiesa arrivano pure il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, e del Consiglio regionale, Massimiliano Manfredi, il prefetto di Napoli, Michele di Bari, e i sindaci di Nola, Andrea Ruggiero, e Taurano (Avellino), Michele Buonfiglio, in rappresentanza del paese dove sono cresciuti la mamma e il papà di Domenico, Patrizia Mercolino e Antonio Caliendo. E poco prima delle 15, precedendo l’inizio della funzione, è giunta in Duomo anche Giorgia Meloni. La premier ha salutato i familiari, intrattenendosi soprattutto con Patrizia Mercolino. Un abbraccio, un sorriso e qualche parola di conforto prima di andare a prendere posto tra i banchi accanto al governatore Fico. Non manca all’appello nemmeno Anna Iervolino, la direttrice generale dell’Azienda ospedaliera dei Colli della quale fa parte anche il Monaldi di Napoli.

Pure Iervolino, durante la camera ardente, aveva salutato con una abbraccio la mamma di Domenico: “Devono pagare solo quelli che hanno sbagliato, non tutti i medici del Monaldi” le parole di Mercolino rivolte alla dg, finita nell’occhio del ciclone per via dell’ospedale che sarà al centro delle indagini con le quali si dovrà fare piena luce sulle cause e le responsabilità che si sono poi tradotte nella tragedia culminata con il peggiore finale possibile lo scorso 21 febbraio. “La caccia ai colpevoli per un momento appaga, ma non può mai ripagare una perdita così grande” dirà poi monsignor Marino in un passaggio della sua omelia. Tanta umanità nelle parole del vescovo di Nola: “Sentiamo realmente il vostro immane dolore” aggiunge rivolgendosi ai familiari. “Se è vero che i figli so ‘piezz ‘e core’, anche quello di ciascuno di noi, come quello vostro di mamma e papà, si è spezzato nel dolore di questa insensata tragedia”. Significativo, poi, il passaggio sulla donazione degli organi: “La incoraggiamo come gesto di grande amore e generosità” spiega il vescovo che invita a “continuare a credere nella buona medicina” ma ribadisce come “questa vicenda deve insegnarci l’umiltà di non sentirci mai onnipotenti, anche quando siamo molto competenti”.

“Se oggi si è mossa tutta questa folla è solo grazie a Domenico, al suo sorriso, ai suoi occhioni, alla sua dolcezza – dice mamma Patrizia parlando ai fedeli -. Sono certa che ci sta abbracciando tutti e spero che questo non sia l’ultimo giorno in cui pensiamo a lui, spero che tutti possiamo tenerlo in un angolo del nostro cuore”. Il volo di centinaia di palloncini bianchi apre la strada all’uscita della bara dalla Cattedrale di Nola. Le note di “Guerriero” di Marco Mengoni, risuonano negli altoparlanti echeggiando nella piazza. Per un piccolo guerriero che ha combattuto con tutte le sue forze e che resterà vivo nei pensieri e nell’anima di chiunque abbia seguito la sua storia.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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