Prosegue il botta e risposta tra Cateno De Luca e Ismaele La Vardera. Il sindaco di Taormina definisce l’ex iena suo “figlioccio” ma La Vardera non gradisce e passa al contrattacco.
“Caro Cateno – afferma De Luca in una nota che fa seguito a un’intervista rilasciata da De Luca a LiveSicilia -. Ti ringrazio per il pensiero e per quell’atteggiamento “paterno” che dici di avere nei miei confronti, ma credo bisogna fare chiarezza su alcune cose. E lo dico perché ho capito che in Sicilia siamo troppo abituati a una politica fatta di padri, padrini e a questo punto, anche figliocci. Un abitudine che ho deciso di combattere sin dal primo giorno in cui ho messo piede all’Ars. Dopo di che, caro Cateno, la mia candidatura a presidente non nasce da un’ansia di popolarità – quella, non mi è mai mancata grazie al mio lavoro e che avevo ben prima di entrare in politica – ma forse è più giusto dire da un’ansia di libertà. Quella libertà che in Sicilia manca ormai da troppi anni”.
“Ho letto che ti sei premurato anche di mettermi in guardia sulla mia progettualità, e che dici che non ho idee. Bene, non è un mistero e oltre ad averla accennata il 14 febbraio durante un grande evento con oltre 2000 persone, è anche scritta in tutti gli atti parlamentari che ho presentato, nelle denunce fatte e nelle risposte a quei territori che ascolto ogni giorno. Abbiamo presentato un pezzo di programma straordinario che puoi trovare serenamente sul nostro sito”.
“In più, ci tengo a dirti che se la mia “fase solitaria” ti preoccupa, ti rassicuro: non sono solo. Sono accompagnato da migliaia di siciliani. Ecco al massimo proprio loro sono i miei “padrini” politici. E poi, da ormai mesi stiamo lavorando con la coalizione per trovare la sintesi giusta. Loro l’hanno capito, tu forse ancora no, questo tentativo di provare a mettermi il cappello definendomi “figlioccio” é destituito da ogni fondamento. Con grande coraggio ho preso un’altra strada, fondando un movimento che l’autorevole Swg piazza al secondo posto dietro il partito della Meloni, ricordo ancora i tuoi continui attacchi pensando che andassi in un altro partito, anche in quel caso ti ho spiazzato.
“Il campo largo ha ancora la possibilità di non diventare un camposanto se avremo il coraggio di parlare di temi come la sanità, i rifiuti e soprattutto di parlare di futuro, invece di perderci in paternalismi. Ecco, proprio quelli sanno di vecchio”.
“Io vado avanti, con garbo ti dico: io non sono figlioccio di nessuno, e soprattutto vado avanti la mia candidatura ogni giorno prende sempre più credibilità, grazie ad altri compagni autorevoli della coalizione, come Avs e tantissime altre realtà civiche, che l’hanno condivisa. Buon lavoro Cateno, ci vediamo tra la gente”.


