Il vento di “guerra” in Medio Oriente inizia a soffiare anche sul turismo in Europa e si registrano i primi riverberi negativi anche per Taormina. A confermare i segnali preoccupanti che arrivano già in queste ore, dopo l’attacco di Usa e Israele in Iran, è l’Associazione Albergatori Taormina che riferisce di alcune disdette alle prenotazioni nelle strutture della capitale del turismo siciliano.
“Il turismo è da sempre particolarmente sensibile agli accadimenti geopolitici – spiega a TN24 Gerardo Schuler, presidente di A.A.T. -. Ricordiamoci che nel periodo della pandemia è stato il primo a finire in ginocchio e l’ultimo a rialzarsi. Ora le strutture ricettive rischiano di subire delle cancellazioni e possiamo dire che le prime avvisaglie sono già arrivate proprio in queste ore, perché la crisi in Medio Oriente preoccupa tutti. Attenzione perché non ci sono soltanto le prenotazioni che vengono disdette ma anche quelle che materialmente non entrano perché il turista magari intende fare una vacanza ma prima ancora di prenotarla decide di rinunciare a quel viaggio perché è chiaro che una guerra non ha mai incoraggiato nessuno a viaggiare. Sicuramente possiamo evidenziare che al di là delle prime disdette, preoccupa ancora di più il quadro complessivo che è quello di un rallentamento delle prenotazioni”.
“Il conflitto in Medio Oriente si va allargando e ci sono diversi fattori che si incastrano e rischiano di creare una sorta di effetto domino. Mi riferisco ai costi dell’energia, gas e petrolio, approvvigionamenti, etc. Già in altre analoghe circostanze i prezzi sono poi schizzati in alto, con tutto ciò che ne consegue in termini di ricaduta negativa sulla filiera”, rimarca Schuler.
“A questo punto – fa sapere il presidente dell’Associazione Albergatori Taormina – stiamo già lanciando un sondaggio tra le strutture per capire meglio il problema, quali e quante cancellazioni si stanno verificando, per avere un’idea numerica del danno che rischia di interessare la filiera turistica e per avere un quadro chiaro sulle ripercussioni che, quindi, potrebbero determinarsi da qui ai prossimi giorni e nelle settimane successive. La prima reazione dei mercati non è confortante, le avvisaglie negative ci sono e non possiamo fare finta di niente. Ecco perché, intanto, vogliamo immediatamente avere una fotografia reale della situazione”.
I prossimi giorni diventano determinanti per capire se la crisi in Medio Oriente troverà una rapida soluzione in grado di “raffreddare” la tensione altissima di questa fase o se, invece, come si teme da più parti, si verificherà una prospettiva di espansione del conflitto. Nel frattempo arrivano le prime disdette in tutte le principali località turistiche europee, in un quadro ampio che evidentemente comprende anche Taormina, meta di riferimento del movimento vacanziero nel Sud Italia. E la conferma eloquente che, mai come adesso, gli equilibri sono di nuovo fragili arriva da questa analisi dell’Associazione Albergatori, che rappresenta la realtà strategica più importante della filiera produttiva di questo territorio e dell’economia in Sicilia, quell’hotellerie che dopo il biennio dell’emergenza sanitaria ha trainato la destinazione, spingendola ad una straordinaria ripartenza e ad una serie di risultati clamorosi. Un grande lavoro che rischia di essere frustrato dalla crisi in Medio Oriente. Ecco perché la speranza è che prevalgano il buon senso e la ragionevolezza.


