Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha annunciato di aver approvato, insieme al primo ministro Benjamin Netanyahu, l’avanzata dell’esercito e la conquista di ulteriore territorio in Libano, “per impedire il fuoco sulle comunità israeliane di confine”. Le Forze di difesa israeliane hanno annunciato di aver avviato l’operazione di terra nel sud del Libano, a poco più di 24 ore dal lancio di razzi e droni da parte del gruppo armato libanese Hezbollah, proxy dell’Iran. Secondo la dichiarazione, “le Idf stanno lavorando per creare un ulteriore livello di sicurezza per i residenti del nord di Israele, attraverso attacchi su vasta scala alle infrastrutture di Hezbollah, al fine di contrastare le minacce e prevenire tentativi di infiltrazione in territorio israeliano”.
NUOVI ATTACCHI ISRAELIANI A TEHERAN E BEIRUT
Le Forze di difesa israeliane hanno attaccato Teheran e Beirut, mentre l’aeronautica militare ha avviato una vasta ondata di attacchi contro il regime iraniano e Hezbollah. Le forze dell’IDF hanno lanciato un’operazione di difesa frontale contro le comunità del nord, parallelamente alle operazioni dell’IDF nell’ambito dell’Operazione “Ruggito del Corvo”. Le forze della Divisione 91 stanno operando nel Libano meridionale e controllano diversi punti nell’area nell’ambito del concetto di rafforzamento della difesa frontale. L’IDF sta lavorando per creare un ulteriore livello di sicurezza per i residenti del nord, attraverso attacchi su vasta scala alle infrastrutture di Hezbollah, al fine di contrastare le minacce e impedire i tentativi di infiltrazione nel territorio dello Stato di Israele. “L’organizzazione terroristica Hezbollah ha scelto di unirsi alla campagna e di agire per conto dell’Iran e si assumerà le conseguenze delle proprie azioni. L’IDF non permetterà che venga fatto del male ai cittadini dello Stato di Israele e continuerà ad agire in ogni modo per proteggerli”, sottolinea.
NETANYAHU: “NON E’ UNA GUERRA INFINITA, E’ UNA PORTA PER LA PACE”
“Non avremo una guerra infinita. Questo regime terroristico in Iran è al punto più debole, quindi questa sarà un’azione rapida e decisiva e creeremo le condizioni affinché il popolo iraniano prenda il controllo del proprio destino, per formare un proprio governo democraticamente eletto, che renderà l’Iran completamente diverso”. Così il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in un’intervista a Fox News. “Se realizziamo ciò che intendiamo fare, credo che creeremo le condizioni per la pace. Questa non è una guerra senza fine. Si tratta di qualcosa che inaugurerà un’era di pace che non abbiamo nemmeno sognato”. Poi rivendica i risultati positivi raggiunti insieme al presidente degli Stati Uniti: “Quando lavoriamo insieme, il presidente Trump e io, abbiamo raggiunto di fatto quattro importanti traguardi per la pace. Grazie alla mediazione del presidente Trump, che ha collaborato con me, abbiamo portato avanti gli Accordi di Abramo, che consistevano in quattro trattati di pace con quattro paesi arabi”.
L’IRAN COLPISCE L’AMBASCIATA USA A RIAD
Due droni hanno colpito nella notte l’ambasciata Usa a Riad. Il ministero della Difesa saudita ha confermato l’attacco che ha causato un “piccolo incendio e lievi danni all’edificio”, ma non ci sono sati né morti né feriti. Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Irgc) dell’Iran ha dichiarato di aver avviato le operazioni per distruggere i “centri politici americani” nella regione. “L’esplosione all’ambasciata è un passo in questa direzione”, ha scritto l’Irgc su Telegram.
L’attacco è avvenuto poche ore dopo che il Dipartimento di Stato americano aveva consigliato ai cittadini di quattordici paesi della regione, tra cui Arabia Saudita, Giordania e Libano, di evacuare l’area.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato a News Nation che “presto” l‘Iran scoprirà quale sarà la risposta all’attacco. Trump ha assicurato che le truppe sul terreno saranno schierate “solo se necessario”.
Gli Stati Uniti hanno deciso di chiudere l’ambasciata a Riad dopo l’attacco iraniano della notte. La rappresentanza diplomatica ha esortato i cittadini “a evitare la sede fino a nuova disposizione”, avvertendo i connazionali di “stare al riparo”. Il dipartimento di Stato Usa ha inoltre ordinato la partenza di tutto il suo personale diplomatico “non urgente” dalle ambasciate in Iraq, Giordania e Bahrein. In un messaggio su X, ha dichiarato di aver aggiornato i suoi avvisi di viaggio per il Bahrein e la Giordania “per riflettere l’ordine dato al personale non urgente del governo americano e ai membri delle loro famiglie di lasciare questi paesi”. Inoltre ha ordinato ieri al personale non urgente “di lasciare l’Iraq per motivi di sicurezza”.
“Ora, lavorando insieme contro l’Iran, saremo in grado di ottenere molti altri trattati di pace. Quindi questa non è una guerra infinita. Questa è una porta per la pace. È l’esatto opposto di quello che la gente dice”. Netanyahu respinge l’affermazione secondo cui Trump sarebbe stato trascinato in una guerra con l’Iran da Israele. “Donald Trump è il leader più forte del mondo. Fa ciò che ritiene giusto per l’America. Fa anche ciò che ritiene giusto per le generazioni future. L’Iran è impegnato nella vostra distruzione e Trump lo capisce. Non dovete trascinarlo in niente. Fa ciò che ritiene giusto e questo è giusto”. Poi spiega che “il motivo per cui abbiamo dovuto agire ora è per quello che stavano facendo. Dopo aver colpito i loro siti nucleari e il loro programma di missili balistici, si potrebbe pensare che abbiano imparato la lezione, ma non l’hanno fatto perché sono totalmente fanatici con l’obiettivo di distruggere l’America. Così, hanno iniziato a costruire nuovi siti e nuovi luoghi, bunker sotterranei che avrebbero reso immuni il loro programma di missili balistici e il loro programma di bomba atomica nel giro di pochi mesi. Se non si interviene ora, non si potrà intervenire in futuro”, ha chiosato.
IRAN, LANCIATI OLTRE 450 MISSILI E OLTRE 1100 DRONI SUI PAESI DEL GOLFO
L’Iran ha scaricato sui paesi del Golfo Persico più di 450 missili balistici e da crociera e circa 1.140 droni kamikaze dall’avvio della campagna di rappresaglia contro obiettivi americani e israeliani sul proprio territorio. Lo riferiscono fonti di sicurezza regionali citate da Al Arabiya, precisando che le difese aeree di Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Bahrain, Kuwait e Qatar hanno neutralizzato la stragrande maggioranza dei vettori, limitando i danni a infrastrutture critiche e aree civili, ma con un sensibile aumento dello stato di allerta. Parallelamente, un esponente del Consiglio degli Esperti iraniano ha dichiarato all’agenzia di stampa Isna che la designazione del successore del leader supremo Ali Khamenei – ucciso nei primi giorni degli scontri – “non richiederà molto tempo”. La frase segnala un’accelerazione dei meccanismi di successione in un momento di grave instabilità interna. Fonti ufficiali iraniane confermano inoltre la morte di cinque appartenenti al Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Pasdaran) in raid congiunti americani e israeliani condotti sul suolo nazionale nelle ultime ore.
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).


