Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha annunciato che “Israele ha lanciato un attacco preventivo contro l’Iran”. Katz ha dichiarato uno stato di emergenza speciale e immediato in tutto il Paese.
Da questa mattina, circa 200 caccia israeliani, sotto la direzione dell’intelligence e dell’Aeronautica militare, “hanno condotto un vasto attacco contro i sistemi missilistici e di difesa del regime terroristico iraniano nell’Iran occidentale e centrale”. Lo fanno sapere le Forze di difesa israeliane (Idf), aggiungendo che “si tratta della più grande missione d’attacco nella storia dell’Aeronautica militare israeliana, condotta dopo un’attenta pianificazione e con un’intelligence di alta qualità, sincronizzando contemporaneamente centinaia di velivoli”. Nell’ambito della missione lanciata questa mattina contro l’Iran – Il ruggito del leone – “i velivoli dell’Aeronautica militare hanno sganciato centinaia di munizioni su circa 500 obiettivi, tra cui sistemi di difesa e lanciamissili, in diverse aree dell’Iran contemporaneamente”.
“L’attacco ai sistemi di difesa ha permesso di espandere la superiorità aerea nei cieli iraniani e di danneggiare gravemente la principale capacità offensiva del regime: i siti di lancio nell’Iran occidentale. Uno dei siti attaccati si trovava nella zona di Tabriz, nell’Iran occidentale. Il sito era utilizzato dall’unità missilistica terra-terra, da cui si pianificava di lanciare decine di missili verso le retrovie israeliane”, concludono le Idf. Secondo i media israeliani, l’Iran ha lanciato in risposta su Israele circa 40 missili balistici.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha parlato con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump durante gli attacchi congiunti delle due nazioni contro l’Iran, afferma l’ufficio di Netanyahu, pubblicando una sua foto. Nell’immagine diffusa, sulla scrivania di Netanyahu compaiono il libro “Allies at War: How the Struggles Between the Allied Powers Shaped the War and the World”, una storia politica della Seconda guerra mondiale di Tim Bouverie, e una grande mappa regionale. Non sono stati diffusi i dettagli del colloquio che è avvenuto dopo gli attacchi israeliani su obiettivi in Iran.
MISTERO SULLE SORTI DI KHAMENEI
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha risposto alla domanda se potesse confermare che la leadership iraniana è in vita che “non è nelle condizioni di confermare nulla” intervenendo alla Bbc. Nelle scorse ore sulla stampa israeliana sono state diffuse indiscrezioni sulla probabile uccisione negli attacchi israeliani della guida suprema iraniana, Ali Khamenei, mentre i media dell’opposizione iraniana hanno riferito dell’uccisione dei vertici militari. La tv iraniana aveva preannunciato nelle scorse ore un discorso di Khamenei che finora non è stato trasmesso. Tra gli obiettivi colpiti da Israele già questa mattina c’è la residenza di Khamenei.
201 MORTI E 747 FERITI IN 24 PROVINCE SECONDO LA MEZZALUNA ROSSA
La agenzia di stampa iraniana Tasnim ha riferito che 85 studentesse sono rimaste uccise e 92 sono rimaste ferite in un attacco aereo che ha colpito direttamente una scuola nella zona di Mitab nel sud dell’Iran. L’attacco – attribuito dalle fonti iraniane a forze israeliane (e in alcuni resoconti congiuntamente americane) nel quadro dell’escalation militare in corso – ha preso di mira una scuola elementare per ragazze nella provincia di Hormozgan, causando un elevato numero di vittime tra le allieve presenti nell’edificio al momento dell’impatto. Secondo le prime ricostruzioni diffuse dai media statali e semi-statali iraniani, l’edificio scolastico è stato gravemente danneggiato, con scene di distruzione e macerie riportate da testimoni oculari. Le operazioni di soccorso e recupero sono ancora in corso, e le autorità temono che il bilancio delle vittime.
Un corrispondente di Al Jazeera ha riferito che il bilancio delle vittime a seguito di un bombardamento sulla zona di Mitab (o Meytab) in Iran è salito a 80 morti. Secondo le informazioni diffuse dal network qatariota, l’attacco – attribuito presumibilmente a forze israeliane nel contesto delle recenti escalation tra i due Paesi – ha causato numerose perdite tra la popolazione civile nella regione colpita. Non sono ancora disponibili dettagli ufficiali da parte delle autorità iraniane sul numero esatto di feriti o sulla natura precisa del target (residenziale, militare o misto).
La Mezzaluna Rossa Iraniana (Società della Mezzaluna Rossa della Repubblica Islamica) ha diffuso un aggiornamento ufficiale sul bilancio delle vittime causate dagli attacchi aerei in corso sul territorio nazionale. Secondo il comunicato emesso dall’organizzazione umanitaria statale, finora risultano 201 morti e 747 feriti in 24 province diverse del Paese. Le operazioni di soccorso e recupero sono ancora in corso in numerose località colpite, con squadre della Mezzaluna Rossa attive sul campo per estrarre superstiti dalle macerie, fornire assistenza medica di emergenza e distribuire aiuti di prima necessità. Il portavoce della Mezzaluna Rossa ha precisato che il conteggio include sia vittime civili che militari, con un elevato numero di feriti gravi trasportati negli ospedali più vicini. Le province più duramente colpite includerebbero quelle centrali e meridionali (tra cui Teheran, Isfahan, Bushehr, Hormozgan e Fars), dove sono stati segnalati impatti diretti su infrastrutture residenziali, scolastiche, energetiche e militari.
ESPLOSIONI ANCHE IN BAHREIN, IN KUWAIT E NEGLI EMIRATI
I Guardiani della rivoluzione islamica, i pasdaran, hanno annunciato il lancio dell’operazione “True Promise 4″ “in risposta all’aggressione americano-sionista contro il territorio iraniano”. Secondo la dichiarazione, il quartier generale della Quinta Flotta della Marina statunitense in Bahrain è stato attaccato con missili e droni, insieme alle basi americane in Qatar e negli Emirati Arabi Uniti, “oltre a centri militari e di sicurezza nel cuore di Israele”. “Gli attacchi missilistici delle forze iraniane sono in corso e informazioni dettagliate saranno pubblicate in seguito”, aggiungono i pasdaran.
Le autorità di Dubai hanno confermato che quattro persone sono rimaste ferite a causa della caduta di frammenti da un missile intercettato nella zona di Palm Jumeirah (Nakhlat Jumeirah), l’iconica isola artificiale simbolo del lusso e del turismo emiratino. Secondo le prime informazioni diffuse dalle forze di emergenza e dalla polizia di Dubai: le ferite sono state definite lievi o moderate e riguardano residenti o presenti in un edificio (probabilmente residenziale o alberghiero) colpito dai frammenti. Le squadre di emergenza e i soccorritori medici si sono recati immediatamente sul posto per prestare assistenza, evacuare l’area interessata e mettere in sicurezza la struttura. Un incendio di entità limitata si è sviluppato in seguito all’impatto dei frammenti (probabilmente vicino all’ingresso di un hotel di lusso come il Fairmont The Palm, secondo video e testimonianze circolanti sui social), ma è stato rapidamente domato.
Le autorità emiratine hanno ribadito in un comunicato: “Stiamo adottando tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza e l’incolumità di tutti”, sottolineando che le difese aeree hanno intercettato con successo la nuova ondata di missili balistici e droni iraniani, limitando i danni a frammenti sparsi.
La Lega Araba ha espresso la più ferma condanna per gli attacchi missilistici iraniani diretti contro territori di diversi Paesi arabi, tra cui Qatar, Bahrain, Kuwait, Emirati Arabi Uniti e Giordania. In un comunicato ufficiale diffuso dal Segretariato generale dell’organizzazione panaraba si afferma: “La Lega Araba condanna con la massima fermezza gli attacchi iraniani contro Qatar, Bahrain, Kuwait, Emirati Arabi Uniti e Giordania. Questi atti rappresentano una flagrante violazione della sovranità degli Stati arabi, una grave minaccia alla sicurezza regionale e una violazione del diritto internazionale”. Il comunicato prosegue affermando il pieno sostegno alle nazioni colpite: “La Lega Araba appoggia e sostiene qualsiasi misura che i Paesi arabi aggrediti riterranno necessaria per difendere la propria sovranità, la propria integrità territoriale e la sicurezza dei propri cittadini”. Allo stesso tempo, la Lega ha lanciato un appello urgente alla de-escalation: “Esortiamo tutte le parti coinvolte a ridurre immediatamente le tensioni nel più breve tempo possibile, a cessare ogni forma di ostilità e a privilegiare la via del dialogo e della diplomazia per preservare la stabilità della regione e proteggere le vite dei civili innocenti”.
Gli “attacchi alle basi nemiche nella regione non sono un’operazione militare contro i paesi della regione”. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ad Al Jazeera, sottolineando che un attacco contro l’Iran da quelle basi “è uno sfruttamento dei territori di quei paesi”. “I nostri attacchi contro le basi americane nella regione non contraddicono la nostra amicizia con questi paesi”, ha puntualizzato, dopo che gli attacchi dell’Iran hanno raggiunto diversi paesi del Golfo. Per Baghaei “l’aggressione sionista-americana contro di noi è una dichiarazione di guerra, non un’operazione limitata. Gli Stati Uniti hanno tradito la via della diplomazia”.
CHIUSTO LO STRETTO DI HORMUZ
Le navi hanno cessato di attraversare lo Stretto di Hormuz, il cruciale passaggio marittimo attraverso cui transita circa il 20% del petrolio mondiale. Lo ha annunciato l’agenzia di stampa iraniana Mehr News Agency. Secondo la fonte semi-ufficiale, il blocco – descritto come una misura di sicurezza e controllo in risposta alle recenti aggressioni militari statunitensi e israeliane sul territorio iraniano – ha portato a un arresto completo del traffico commerciale, con numerose petroliere ferme in attesa fuori dal Golfo Persico o accumulate all’ingresso orientale dello stretto. Dati di monitoraggio marittimo indipendenti confermano una drastica riduzione dei transiti, con molte compagnie di navigazione e major petrolifere che hanno sospeso le spedizioni di greggio, carburanti e GNL per precauzione, temendo rischi per la sicurezza.
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) ha notificato alle navi che il passaggio non è autorizzato in questa fase, definendo lo stretto “zona di operazioni militari”. Teheran ha ribadito che la misura è temporanea ma proporzionata alle minacce in corso, riservandosi il diritto di mantenere il controllo totale per tutelare la sovranità nazionale. Parallelamente, la Fars News Agency ha riportato che due punti nella provincia di Bushehr (sud dell’Iran) sono stati colpiti da un attacco missilistico, con esplosioni udite anche nella città santa di Qom(centro del Paese). Le difese aeree iraniane sono entrate in azione in diverse regioni, intercettando missili e droni in arrivo. Le esplosioni a Bushehr – area sensibile per infrastrutture energetiche e nucleari – hanno provocato colonne di fumo visibili da lontano, mentre a Qom si parla di detonazioni in prossimità di siti strategici. Non sono ancora disponibili bilanci ufficiali di vittime o danni precisi, ma le autorità locali hanno attivato protocolli di emergenza e evacuazione parziale in zone limitrofe.
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).


