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Iran, Salvini: “Italia non ha scelto questa guerra, gli Usa non ci hanno coinvolti”

“È giusto fare l’interesse nazionale. Trump ci ha coinvolto quando è stato attaccato l’Iran? No, non mi sembra: siamo stati avvisati a cose fatte. Spero, anche se non ne ho certezza, che chi ha lanciato questa iniziativa abbia valutato tutte le conseguenze e le controindicazioni. L’Italia non ha scelto questo attacco e questa guerra, non è una nostra guerra: non siamo in guerra contro la Russia né contro l’Iran. Manteniamo le nostre truppe in diversi Paesi all’estero, compresi Libano e Medio Oriente, per tutelare la pace e difendere dagli attacchi. Tuttavia, mandare navi da guerra in una zona di conflitto significherebbe avvicinarsi a un terzo conflitto mondiale. Per questo è giusta la prudenza del governo italiano. Ma questa compattezza dell’Europa dura un quarto d’ora, perché poi su altri fronti mi sembra che ognuno proceda in ordine sparso”. Così il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ospite a RTL 102.5.

SUL LIBANO: “DOVEROSO RAGIONARE SU COME, QUANTO E SE RIMANERCI”

“È giusto pensare al ruolo dei nostri militari, che sono all’estero, in Libano, con scopi difensivi. Magari all’ascolto c’è qualche genitore, parente o amico: questi ragazzi non sono lì per attaccare, offendere o uccidere, ma per difendere. Tuttavia, in questo momento c’è un rischio concreto: trovarsi tra due fuochi. Sono lì per proteggere le popolazioni civili, ma si trovano in mezzo a due parti che combattono. Per questo è doveroso ragionare su come rimanerci, quanto rimanerci e se rimanerci”.

SUI CARBURANTI: “URGENTE INTERVENIRE, NON SI PUÒ RIFLETTERE A LUNGO”

“Per me va bene tutto, poi dipenderà dal Consiglio dei ministri e dai colleghi competenti. Tuttavia, ho ritenuto di muovermi per primo, perché sono già passati diversi giorni e gli aumenti stanno incidendo sui conti delle famiglie e delle imprese. Tutte le aziende che stanno realizzando lavori stradali vedono crescere i costi e rischiano di fermare i cantieri, proprio quando si stanno rispettando i tempi. È quindi urgente intervenire. Non possiamo riflettere troppo a lungo. Non so quanto durerà ancora questo conflitto, mi auguro il meno possibile, mi auguro che non si estenda e, ancora una volta, spero che Stati Uniti e Israele abbiano valutato tutte le conseguenze prima di scatenarlo”.

“L’aumento delle tariffe di gasolio e benzina riguarda direttamente automobilisti e autotrasportatori. Se aumentano i costi per l’autotrasporto e per i camion, a cascata aumentano anche i prezzi di tutto ciò che troviamo nei negozi e nei supermercati. Per questo ho convocato domani, insieme al ministro dell’Economia, a Milano, le principali compagnie petrolifere, perché non è tollerabile una speculazione come quella che abbiamo visto negli ultimi 15 giorni. Domani conto di uscire da quella riunione con impegni concreti da parte delle compagnie petrolifere, che stanno realizzando extra profitti, così come hanno fatto le banche negli ultimi anni”.

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