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Iran, esplosioni nelle vicinanze di Hormuz. Trump: “Stiamo prendendo il sopravvento sullo Stretto”

“Stiamo prendendo il sopravvento sullo Stretto di Hormuz”. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump intervenendo oggi al programma “Fox and Friends” di Fox News, mentre resta alta la tensione tra Washington e Teheran dopo una nuova escalation militare in Medio Oriente. Le parole del presidente americano arrivano al termine di un fine settimana segnato da nuovi attacchi e da uno scontro diretto sulla gestione di uno dei passaggi marittimi più strategici al mondo. Sia gli Stati Uniti sia l’Iran hanno infatti rivendicato il controllo dello Stretto di Hormuz, il corridoio attraverso il quale transita una quota fondamentale del commercio globale di petrolio e gas.

Secondo Trump, gli Stati Uniti sarebbero ormai in una posizione di vantaggio nella gestione della sicurezza dell’area. “Stiamo prendendo il controllo dello Stretto”, ha affermato il presidente americano, ribadendo la volontà di Washington di garantire la libertà di navigazione e impedire che Teheran possa limitare il traffico commerciale internazionale. La nuova fase di tensione è stata innescata da un attacco iraniano contro una nave portacontainer avvenuto ieri nello Stretto di Hormuz. Teheran ha sostenuto di avere il controllo dell’area e di poter intervenire sulla navigazione, mentre gli Stati Uniti contestano questa posizione e rivendicano il principio della libera circolazione nelle acque internazionali.

Nel frattempo, Trump ha parlato anche dei negoziati in corso con l’Iran, sostenendo che durante una riunione durata 11 ore nella giornata di domenica “era stato concordato tutto”. Secondo il presidente americano, però, successivamente i rappresentanti iraniani avrebbero chiesto alcune modifiche all’intesa. “Hanno richiamato e hanno detto: abbiamo dovuto apportare un paio di cambiamenti”, ha spiegato Trump senza fornire ulteriori dettagli sul contenuto delle richieste. Il leader della Casa Bianca non ha chiarito quali siano i punti ancora in discussione, ma le sue dichiarazioni confermano le difficoltà nel percorso diplomatico avviato per cercare di fermare l’escalation. Washington e Teheran restano impegnate in un confronto su diversi dossier, dal futuro del programma nucleare iraniano alla presenza militare americana nella regione.

ESPLOSIONI NELLE VICINANZE DI HORMUZ

Nuove esplosioni hanno scosso il sud dell’Iran oggi, con boati uditi nelle vicinanze dello strategico Stretto di Hormuz, poche ore dopo il termine di una nuova ondata di attacchi americani contro decine di obiettivi iraniani nella notte tra domenica e lunedì. L’agenzia di stampa iraniana Mehr ha riferito di forti esplosioni nei pressi della città di Bandar Abbas e dell’isola di Qeshm, entrambe situate nella zona meridionale del Paese, vicino al Golfo. Parallelamente, Teheran ha annunciato di proseguire le consultazioni diplomatiche con Qatar, Pakistan e Oman – i tre Paesi mediatori nel conflitto con Washington – nel tentativo di “evitare un’ulteriore escalation” con gli Stati Uniti, nonostante il rinnovato scambio di colpi tra le due parti. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha dichiarato: “Il ruolo dei mediatori è continuare i loro sforzi per impedire l’escalation delle tensioni”. Ha aggiunto che l’Iran è rimasto in contatto “negli ultimi giorni” con Qatar e Oman – due Paesi che Teheran ha anche colpito militarmente – oltre che con il Pakistan.

Le forze americane e iraniane si sono scambiate intensi attacchi con missili e droni. Teheran ha preso di mira installazioni statunitensi in Paesi del Golfo e ha annunciato nuovamente la chiusura del vitale Stretto di Hormuz, con un conseguente rialzo dei prezzi del petrolio. Da parte sua, l’esercito Usa ha affermato di aver colpito sistemi di difesa aerea iraniani, siti radar costieri, capacità missilistiche e di droni, oltre a piccole imbarcazioni, utilizzando aerei, navi da guerra e droni durante le operazioni di domenica.

In risposta, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica ha annunciato oggi di aver attaccato installazioni militari statunitensi in Bahrain e Kuwait, distrutto sistemi radar in Oman e colpito serbatoi di carburante e depositi di munizioni presso la base aerea Principe Hassan in Giordania.

Il canale televisivo di Stato iraniano ha ribadito che il Stretto di Hormuz rimane chiuso “a causa delle violazioni americane” agli accordi. “Hormuz resta chiuso a seguito della violazione da parte dell’esercito statunitense del memorandum d’intesa”, ha riportato la televisione iraniana Irib.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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