Il Tottenham è sprofondato in un caos tecnico e identitario che ha dell’incredibile, trasformando una stagione nata con ambizioni europee in un vero e proprio incubo sportivo. Con lo spettro della retrocessione che foscamente si allunga sul modernissimo impianto di Londra Nord, la dirigenza ha deciso di tentare il tutto per tutto dopo il fallimentare e brevissimo interregno di Igor Tudor, esonerato senza troppi complimenti. In questo clima di estrema emergenza, gli Spurs hanno individuato in Roberto De Zerbi l’unico profilo capace di ricostruire dalle macerie e, soprattutto, di garantire una salvezza che oggi appare tutt’altro che scontata.
Per convincere il tecnico bresciano a sposare una causa così disperata, il club ha messo sul piatto una proposta fuori mercato per durata e visione: un contratto di cinque anni, segno tangibile della volontà di consegnargli le chiavi totali del progetto sportivo per il prossimo lustro.
Non si tratta più solo di trovare un traghettatore per evitare il baratro della Championship, ma di dare inizio a una rivoluzione profonda che parta dai principi di gioco e dal coraggio tattico che hanno reso De Zerbi uno degli allenatori più stimati d’Europa. La palla passa ora al tecnico, chiamato a decidere se accettare una sfida che è al contempo un rischio enorme e un’opportunità di potere assoluto in Premier League.


