TAORMINA – La mostra “Il Divino Infante” dell’artista taorminese Tino Giammona, ospitata nell’ex Chiesa di Sant’Agostino, continua a riscuotere un grande successo. Anche questa esposizione ha superato i 10 mila visitatori in poche settimane.
Si conferma così l’enorme interesse suscitato dall’esposizione, che celebra la spiritualità e la sacralità attraverso una selezione di sculture, dipinti e oggetti d’arte che rappresentano l’iconografia del Divino Infante, simbolo di devozione e tradizione particolarmente radicato in Sicilia.
“La mostra ha avuto grande successo soprattutto perché abbiamo presentato un prodotto mai visto prima – afferma l’artista Tino Giammona. Sebbene noi a Taormina lo conosciamo, l’esposizione alla Biblioteca Comunale ci ha dato l’opportunità di mostrarlo al mondo. Molti visitatori, anche quelli che erano già venuti a Taormina o in luoghi limitrofi, sono rimasti stupiti nel trovare un prodotto artigianale che parla proprio della nostra città. Questo è stato un grande orgoglio per noi” continua il maestro Giammona.

L’artista taorminese è soddisfatto per il feedback positivo raggiunto dalla mostra non solo dal punto di vista estetico, ma anche culturale. “La risposta del pubblico è stata incredibile. Non solo ci ha gratificato, – continua il maestro Giammona – ma ci ha fatto capire che l’arte è un collante fondamentale per diffondere la cultura e le tradizioni di Taormina e della Sicilia. È stato emozionante vedere tante persone tornare per raccontare e far conoscere la mostra ad altri. Sono felice soprattutto per il fatto che non si limitavano a visitare l’esposizione, ma erano curiosi di conoscere la storia, l’epoca e le curiosità legate a questa iconografia. Spero di poter fare qualcos’altro di positivo per la nostra città. Ringrazio l’amministrazione che mi ha permesso di realizzare questa mostra, un’idea che coltivavo già da qualche anno ed è stato bello poterla finalmente realizzare.”
La mostra sará visitabile fino all’8 gennaio 2025, offrendo ancora alcuni giorni per ammirare la bellezza e la profondità di questa mostra.


