“La lettera con le minacce? Me ne frego. Se mi chiamano in Procura dirò tutto. Quando mi chiamano, se mi chiamano, andrò. Non mi barricherò dietro il segreto professionale, tanto più se si parla di persone che non difendo. Vado solo se mi chiamano, sennò alla larga”. Così Massimo Lovati, ex difensore di Andrea Sempio nel caso Garlasco, ha risposto a Mattino Cinque alle domande di Federica Panicucci in merito alla lettera anonima con delle minacce che nelle scorse ore è stata recapitata al legale, con la scritta “E’ meglio che stai zitto”.
“Non so e non ho idea, la gente è strana. Ma comunque non ho paura di nessuno, me ne frego. Possono scrivere quello che vogliono. Anzi gli metterò io stesso sotto lo zerbino con qualcosa che fuma. Io ho sempre parlato di un sogno, se mi date retta allora bene. Ne ho parlato cinquantamila volte. Il sogno del sicario. Devo dire le stesso cose? Altro non so, altro non dico”. Queste le parole di Lovati a Mattino Cinque sulle minacce che ha ricevuto e sulla possibile chiave del delitto di Garlasco, con l’ipotesi da lui sostenuta che sarebbe stato un sicario ad uccidere Chiara Poggi.


