Il programma di Rai1, Storie Italiane, nel suo approfondimento quotidiano sul caso Garlasco, ha proposto una intervista ai tecnici che analizzarono il computer di Alberto Stasi per conto del Tribunale, Roberto Porta e Daniele Occhetti. E dalla loro posizione emergerebbero elementi che andrebbero a discolpa di Alberto Stasi, condannato nel 2015 per il delitto di Chiara Poggi.
Stando a quanto emerge da questo racconto il computer di Stasi risultava acceso dalle 9.35 fino alle 12.20 e ogni evento registrato in quel lasso di tempo era compatibile con il lavoro sulla tesi. Hanno raccontato come le telefonate si alternassero alle attività di scrittura, creando una sequenza precisa, senza incoerenze o vuoti sospetti. Hanno inoltre ricostruito l’intera sequenza temporale: “9.35 si accende il computer. 9.37 una telefonata di un altro soggetto. 10.17 comincia la tesi. E poi la continua fino alle 12.20. Con interruzione prima delle 11 e 10 minuti. E poi dopo le 12.20 ci sono una serie di eventi telefonici un po’ più assidui”. E sottolineato il punto per loro cruciale: “Quello che è fondamentale è che quei due riferimenti temporali delle 9.35 e delle 12 sono granitici. Nel senso che l’attività in quel periodo è confermata in tutti i suoi aspetti. Quindi il suo racconto è assolutamente veritiero da quel punto di vista, confermato dalle evidenze informatiche. Al punto che poi quel tipo di evidenza tecnica ha in qualche modo contribuito a spostare l’orario della morte”.
Non passa inosservata, in tal senso, la riflessione della conduttrice Eleonora Daniele: “Hanno detto una cosa forte. Eh, addirittura si parla del fatto che sia stato spostato l’orario della morte perché il computer si era acceso prima. A me sembra un po’ clamoroso”.


