Ancora un colpo di scena nel caso Garlasco. Liborio Cataliotti, difensore di Andrea Sempio – che al momento è indagato per concorso nell’omicidio di Chiara Poggi – ha rilasciato infatti alcune dichiarazioni a FanPage in cui fa sapere che l’impronta 33 non sarebbe del suo assistito.
“Su questo possiamo essere un pò più sfrontati che sul resto. Non dico soltanto che non sarà riconducibile ad Andrea Sempio ma che non è di Andrea Sempio”, ha spiegato l’avv. Cataliotti in riferimento all’impronta 33, quella traccia palmare mista di sudore e sangue cioè presente nella scena del crimine di casa Poggi e repertata sulla parete destra delle scale verso la cantina in fondo alle quali c’era il corpo di Chiara.
“Siamo tranquilli e siamo forti, la Cassazione ha già detto che sulle impronte sono necessarie 15, 16, 17 minuzie di corrispondenza – questo è il range – tra l’impronta di cui rilevare l’autore e quella del presunto autore, per poter dire che l’impronta sia sua. Il nostro esperto. Armando Palmegiani, si è confrontato con i massimi esperti italiani e tutti hanno dato la stessa risposta”, ha aggiunto Cataliotti.


