Le indagini sul delitto di Garlasco potrebbero approdare da qui a breve ad una svolta. Gli accertamenti in corso da parte della Procura di Pavia sulle dinamiche che hanno portato alla tragica fine di Chiara Poggi si starebbero orientando verso un ribaltamento degli orari che hanno caratterizzato la fase omicidiaria.
Il delitto di Chiara Poggi non sarebbe avvenuto alle 9.30 del mattino del 13 agosto 2007, come sin qui si era sostenuto, ma in due distinte fasi. In particolare l’aggressione alla ragazza sarebbe iniziata nel cuore della notte. E qui l’orario che segna il punto di non ritorno sono le 01.52, quando l’allarme della villetta dei Poggi viene staccato (e poi riattaccato). E qui che sarebbe entrato in azione il killer, e presumibilmente si tratterebbe di un soggetto che già conosceva la casa e la frequentava. Nella notte sarebbe, quindi, avvenuta l’aggressione mortale. La mattinata sarebbe servita poi per la messa in scena, con l’obiettivo di depistare le indagini.
Non a caso anche le analisi effettuate sul corpo di Chiara non hanno rivelato l’esistenza di tracce delle colazione nel suo stomaco ma soltanto residui che si riferirebbero alla sera, quindi alla sua ultima cena, che sarebbe anche diventata l’ultimo pasto consumato. E si trattava, per esattezza, di una cena con il fidanzato Alberto Stasi, nella quale avevano ordinato due pizze da asporto. Altro indizio significativo è il ritrovamento del corpo della vittima, ancora con il pigiama ma con addosso orologio e orecchini: è possibile che si fosse coricata con quegli oggetti o più probabilmente è l’ennesimo segnale di un’aggressione avvenuta nel cuore della notte?
Chiara Poggi, insomma, non avrebbe mai fatto colazione la mattina del 13 agosto. Il suo destino si sarebbe compiuto già nella notte. E adesso, dopo 18 anni, le indagini sul delitto di Garlasco si avvicinano ad una svolta che ridefinisce il quadro della vicenda e prefigura un omicidio ancora più agghiacciante.


