A distanza di quasi vent’anni dal delitto di Garlasco, il giallo di via Pascoli continua ad arricchirsi di tasselli che rimescolano le certezze del passato.
L’ultima ipotesi al vaglio degli inquirenti, emersa a un anno dalla riapertura delle indagini, suggerisce uno scenario diverso da quello finora ipotizzato: Chiara Poggi potrebbe non aver aperto volontariamente la porta al suo assassino. Questo dettaglio cambierebbe radicalmente la ricostruzione della dinamica, suggerendo che chi è entrato in quella villetta la mattina del 13 agosto 2007 potrebbe averlo fatto con l’inganno, con la forza o possedendo già un modo per accedere, scardinando l’idea di un’accoglienza amichevole che aveva guidato le prime fasi investigative.
Ma non è solo la dinamica dell’ingresso a sollevare nuovi dubbi. L’attenzione si è spostata prepotentemente sulla vita digitale della vittima, un ambito che all’epoca dei fatti non era stato forse scandagliato con le tecnologie odierne. Al centro del mistero c’è ora una cartella protetta da password che Chiara custodiva nel suo computer. Si tratterebbe di file riservati che la giovane, proprio nei suoi ultimi giorni di vita, avrebbe deciso di trasferire su una chiavetta Usb. Il problema è che quel supporto di memoria è svanito nel nulla: non è mai stato ritrovato tra gli effetti personali della ragazza né all’interno dell’abitazione.
Questi nuovi elementi aprono interrogativi inquietanti su cosa Chiara stesse cercando di proteggere o nascondere e se quel contenuto digitale possa essere stato il vero movente, o almeno una concausa, della sua tragica fine. La combinazione tra un possibile ingresso non spontaneo dell’assassino e la sparizione di dati sensibili sposta il focus della narrazione oltre i confini del rapporto sentimentale, suggerendo segreti ancora sepolti nella memoria dei dispositivi elettronici della vittima.
Mentre il tempo passa, la ricerca della verità per Chiara Poggi si gioca oggi su questo doppio binario: da un lato le tracce fisiche sulla porta di casa, dall’altro le tracce invisibili di una chiavetta Usb che qualcuno potrebbe aver avuto tutto l’interesse a far sparire.


