Duro scontro sul caso Garlasco nel corso del programma “Mattino Cinque” tra il giornalista Gianluca Zanella e la genetista Marina Baldi, consulente del pool difensivo di Andrea Sempio. Si è parlato nel corso della puntata dell’impronta 33 e del Dna presente sotto le unghie della vittima.
La discussione è iniziata sulla base di un’affermazione del legale di Sempio, Liborio Cataliotti, che aveva parlato di “degradazione” del Dna. Una posizione con la quale non concorda Zanella: “La degradazione non c’entra, perché De Stefano ha fatto due test diversi, con quantità diverse di campione. Non è un’incongruenza, è tecnica”. “Posso interloquire col genetista Zanella?”, a quel punto si è così inserita nel dibattito la dott.ssa Baldi.
“Simpatica la dottoressa Baldi. Anzi, la giornalista Baldi…”, ha replicato Zanella: “Buongiorno collega. Però la genetica la faccio io, e questo è un dato di fatto”. Dunque, la genetista ha spiegato che il problema principale è l’assenza della quantificazione del Dna nella perizia originale: “La quantificazione è un passaggio fondamentale: indica la quantità reale e il grado di degradazione. Se manca quel valore, discutere del resto diventa fuorviante”. Ma Zanella a quel punto è andato dritto per la sua strada, contestando i numeri: “Lei dice che si tratta di 300 picogrammi. Ma ha letto bene la perizia? È 800, non 300”.
“Per ottenere un profilo affidabile ne servono 3000. È poco, è molto poco. E io queste perizie le faccio, è il mio lavoro”, ha controbattuto la genetista. Che poi ha lanciato una stoccata all’interlocutore: “È inutile chiamare un tecnico se poi il tecnico viene trattato come se dicesse cose arbitrarie”. A quel punto è intervenuta la conduttrice per provare a calmare gli animi: “Cerchiamo di capirci: su questo caso ci sono ancora più domande che risposte. Ma il confronto deve rimanere chiaro e rispettoso”.


