Andrea Sempio, indagato per il delitto di Garlasco, revoca il mandato al suo legale Massimo Lovati e adesso parte il “toto-avvocato”. Chi sarà il nuovo difensore di Sempio nella vicenda che lo vede nel mirino degli inquirenti per l’omicidio di Chiara Poggi? Spunta già un nome clamoroso su colui che potrebbe raccogliere l’eredità di Lovati. Si fa l’ipotesi di un possibile incarico all’avvocato Carlo Taormina.
Nei giorni scorsi proprio l’avv. Taormina si era espresso così sul delitto di Garlasco: “L’ho detto, lo ripeto e l’andamento dell’inchiesta lo conferma – evidenziava in un suo post social il prof. Taormina -. Stasi resta e resterà l’unico responsabile dell’omicidio di Chiara Poggi e non ho mai capito perché sia stato inficiato come indagato in questa nuova indagine, posto che chi è condannato o assolto con sentenza passata in giudicato non può essere sottoposto ad un secondo processo. Sempio è il movente dell’omicidio perché ritengo, non solo che Stasi e Sempio si conoscessero e si frequentassero, come indirettamente dimostrato dal fatto che Sempio era di casa nella villetta dei Poggi, ma che Sempio sia stato scoperto da Stasi con Chiara nello stesso contesto omicidiario a cui non prese parte subendo l’azione omicidiaria di Stasi o che abbia anche poco prima dell’omicidio saputo del rapporto tra Sempio e Chiara Poggi”.
“Lo scontrino del posteggio – proseguiva poi Taormina – deve essere spiegato e anche alcuni segni derivanti da tracce rinvenute sul luogo dell’omicidio a cominciare dall’imbrattamento subungueale della vittima, devono trovare una risposta e Sempio, se non vuole rischiare di più, deve parlare e spiegare. Sempio non parla per rispetto a Chiara e Stasi non parla per rispetto a Chiara, ma queste remore devono essere superate. Le archiviazioni pronunciate a favore di Sempio sono assolutamente corrette perché non esiste elemento che colleghi Sempio all’omicidio. Quanto ai soldi che sarebbero stati dati a Venditti per archiviare, sarebbero stati dati solo perché Sempio e la Famiglia non ce la facevano più e se i soldi fossero stati dati, sarebbero stati dati da persone costrette e ad un magistrato concussore e non ad un magistrato corrotto. Chi è disperato si piega ed è un concussore non un corruttore Volendo dare una valutazione complessiva dell’operato della magistratura in questa vicenda,non può che dirsi che il fondo era stato raggiunto da tempo e quindi questo è un vergognoso sprofondo”.
“La prima inchiesta, pur avendo consentito di accertare la verità, fu pietosa; questa seconda inchiesta, fatta di roboanti annunci, fino ad ora è un autentico bluff perché niente di concreto è stato accertato ed ogni volta che si è parlato di bombe, dentro c’era solo aria. Ora, poi, si raggiunge il punto più basso che potrebbe essere rappresentato dalla dolorosa necessità di prendere atto che anche il malaffare, la puzza orrenda dei soldi potrebbero essere stati alla base di scelte investigative e addirittura di valutazioni relative al modo con il quale concludere l’inchiesta”.
Poi l’affondo finale del prof. Taormina su come, a suo avviso, dovrebbe arrivare all’atto conclusiva la nuova inchiesta concernente il delitto di Garlasco: “Si chiuda al più presto questo scempio: Stasi in galera, Sempio a casa senza lode per la sua codardia, in galera l’eventuale concussore dei Sempio, valutazione degli errori compiuti dalla magistratura nella prima inchiesta e di quelli compiuti in questa seconda inchiesta”.


