HomeItalia - EsteriFiglio Khamenei eletto nuova Guida Suprema Iran 

Figlio Khamenei eletto nuova Guida Suprema Iran 

L’Assemblea degli esperti iraniana ha eletto il figlio di Ali Khamenei, Mojtaba, come nuova guida supremo, sotto la pressione dei guardiani della rivoluzione iraniana, i pasdaran. Lo riferisce il sito dell’ opposizione con sede a Londra Iran International citando fonti informate.

Fonti vicine alla rete televisiva Al Hadath avevano riferito che l‘aviazione israeliana ha condotto un attacco mirato contro un edificio nel centro di Teheran dove, secondo le informazioni di intelligence, era in corso la riunione segreta per l’elezione del successore di Ali Khamenei.   La notizia arriva poche ore dopo la distruzione dell’edificio ufficiale del Consiglio degli Esperti a Qom e i raid su Meydan-e Enghelab, segnando un’escalation mirata contro i meccanismi di transizione del potere supremo in Iran.

L’obiettivo di Israele e Usa, secondo alcuni analisti regionali, sarebbe quello di impedire la rapida stabilizzazione di una nuova leadership teocratica capace di coordinare efficacemente la rappresaglia. Se confermata, l’operazione contro la riunione a Teheran rappresenterebbe un colpo gravissimo: il Consiglio degli Esperti è l’unico organo costituzionale autorizzato a nominare, supervisionare e – in caso di necessità – rimuovere il Rahbar (Leader Supremo), e qualsiasi interruzione fisica del processo di successione potrebbe prolungare il caos istituzionale, frammentare ulteriormente il comando militare e accelerare il collasso del controllo centrale a Teheran. Le autorità iraniane hanno finora mantenuto il silenzio sulla riunione e sull’attacco, limitandosi a denunciare “aggressioni sioniste contro la sovranità nazionale e la volontà popolare”.

CONSOLATO USA A DUBAI A FUOCO, COLPITO DA DRONE

Il consolato statunitense a Dubai è stato colpito da un drone. E’ quanto riporta la Cnn. Il fuoco è stato avvistato da distanza considerevole. Tuttavia sembra che nessuno sia rimasto ferito.

TRUMP: “CAPACITÀ MILITARI IRANIANE DISTRUTTE”

L’operazione militare in Iran “sta andando bene” e le capacità militari della Repubblica Islamica “sono state distrutte”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, parlando con i cronisti a fianco del cancelliere tedesco Friedrich Merz, alla Casa Bianca. “L’aviazione è stata distrutta, la marina è stata distrutta, così come la difesa antiaerea, e non hanno più tanti missili”, ha aggiunto Trump. E sui prezzi del petrolio, ha spiegato che “saranno alti per un po’, ma appena tutto questo finirà scenderanno a livelli ancora più bassi di prima”.

“Stiamo velocizzando i Charter per gli americani che si trovano in Medio Oriente”. Lo ha detto il segretario dio Stato Marco Rubio parlando con i giornalisti a Capitol Hill. Rubio ha confermato che un drone ha colpito la zona del consolato americano a Dubai. Poi ha aggiunto: “Abbiamo attaccato per primi per tutelare la nostra sicurezza. Teheran ha mentito sull’arsenale nucleare”

MACRON: “ATTACCHI LIMITATI CONTRO NOSTRE BASI”

“Attacchi limitati” hanno preso di mira due basi militari francesi in Medio Oriente”. Lo ha annunciato in un discorso televisivo alla nazione il presidente Emmanuel Macron. “Abbiamo abbattuto dei droni per legittima difesa”, spiega Macron. “Stiamo per costruire una coalizione per riunire i mezzi, anche militari, per riprendere e mettere in sicurezza il traffico marittimo in Medio Oriente”, annuncia inoltre l’inquilino dell’Eliseo.

QATAR NEGA COINVOLGIMENTO IN OPERAZIONI CONTRO L’IRAN

Il Ministero degli Esteri del Qatar ha rilasciato una dichiarazione ufficiale in cui nega categoricamente qualsiasi partecipazione di Doha a operazioni militari o campagne ostili contro l’Iran. “Non facciamo parte della campagna contro l’Iran, e stiamo esercitando il nostro diritto all’autodifesa e a scoraggiare gli attacchi al nostro Paese” si legge nel comunicato, diffuso attraverso i canali ufficiali qatarioti. Il portavoce Majed Ansari ha sottolineato che il Qatar non ha fornito supporto logistico, intelligence o basi per azioni offensive contro Teheran, ribadendo la tradizionale posizione di neutralità attiva e di mediazione regionale del paese. “Esortiamo i media a fare affidamento su fonti qatariote credibili quando pubblicano report relativi al Qatar”, ha aggiunto, in un evidente riferimento a notizie circolate negli ultimi giorni che attribuivano a Doha un ruolo attivo nel conflitto o la fornitura di supporto indiretto alle operazioni Usa-Israele.

La presa di posizione arriva mentre lo spazio aereo qatariota rimane chiuso e la base aerea di Al Udeid – la più grande installazione militare Usa nel Medio Oriente – continua a essere bersaglio di minacce iraniane, con droni e missili intercettati nelle vicinanze nelle ultime ore Le autorità di Doha hanno attivato protocolli di emergenza per proteggere civili e infrastrutture critiche, inclusi i 8.000 passeggeri bloccati in transito all’aeroporto Hamad e sulle navi da crociera, tutti assistiti senza interruzioni. Il Qatar ha storicamente mantenuto canali di dialogo aperti con l’Iran, fungendo da mediatore in diverse crisi regionali, e ha respinto con forza qualsiasi narrazione che lo dipinga come parte del fronte anti-iraniano La dichiarazione invita a una maggiore prudenza nella copertura mediatica per evitare disinformazione che possa aggravare le tensioni già elevate nel Golfo.

Il comunicato conclude con un appello alla de-escalation immediata e al ritorno al dialogo, sottolineando che “la sicurezza e la stabilità della regione passano attraverso il rispetto della sovranità di tutti gli Stati e l’astensione da azioni che minacciano la pace collettiva”.

COLPITO AEROPORTO A TEHERAN

I media iraniani riferiscono che attacchi aerei hanno colpito l’aeroporto Mehrabad di Teheran. Poco prima l’esercito israeliano ha annunciato una nuova ondata di attacchi contro obiettivi del regime a Teheran e ha emesso un avviso di evacuazione rivolto ai civili iraniani in vista di raid sulla zona industriale di Teheran.

OLTRE 60 ONDATE DI ATTACCHI ISRAELIANI NELL’OVEST DELL’IRAN

L’Aeronautica militare israeliana ha completato oggi “oltre 60 ondate di attacchi nell’Iran occidentale per danneggiare i sistemi di fuoco del regime terroristico iraniano e rafforzare il controllo aereo delle Forze di difesa nella regione”. Lo riferisce l’esercito israeliano. Nell’ambito delle ondate di attacchi, oggi l’Aeronautica militare “ha attaccato decine di lanciamissili, sistemi di difesa e altri sistemi di fuoco utilizzati dal regime terroristico iraniano, al fine di danneggiare i sistemi missilistici del regime iraniano e ridurre il più possibile il fuoco contro lo Stato di Israele”.

AVANZATA ISRAELIANA IN LIBANO

Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha annunciato di aver approvato, insieme al primo ministro Benjamin Netanyahu, l’avanzata dell’esercito e la conquista di ulteriore territorio in Libano, “per impedire il fuoco sulle comunità israeliane di confine”. Le Forze di difesa israeliane hanno annunciato di aver avviato l’operazione di terra nel sud del Libano, a poco più di 24 ore dal lancio di razzi e droni da parte del gruppo armato libanese Hezbollah, proxy dell’Iran. Secondo la dichiarazione, “le Idf stanno lavorando per creare un ulteriore livello di sicurezza per i residenti del nord di Israele, attraverso attacchi su vasta scala alle infrastrutture di Hezbollah, al fine di contrastare le minacce e prevenire tentativi di infiltrazione in territorio israeliano”. 

UNA DECINA DI FERITI IN ISRAELE PER ATTACCHI IRAN

Una decina di persone è rimasta ferita dopo il lancio di missili balistici dall’Iran verso il centro di Israele, facendo attivare le sirene d’allarme. Cinque feriti, tra cui una donna in condizioni moderate, si registrano in quattro diverse zone nel centro di Israele, nelle aree di Gush Dan e Sharon. Il personale dei soccorsi sta cercando altre vittime. A Bnei Brak, a est di Tel Aviv, tre persone sono rimaste leggermente ferite e sono stati segnalati danni materiali, tra cui auto incendiate a causa dell’impatto. In un’altra zona nelle vicinanze, una donna sulla quarantina è stata trovata in condizioni moderate con ferite da schegge e diverse persone sono state ricoverate per problemi psicologici.

NUOVI ATTACCHI ISRAELIANI A TEHERAN E BEIRUT

Le Forze di difesa israeliane hanno attaccato Teheran e Beirut, mentre l’aeronautica militare ha avviato una vasta ondata di attacchi contro il regime iraniano e Hezbollah. Le forze dell’IDF hanno lanciato un’operazione di difesa frontale contro le comunità del nord, parallelamente alle operazioni dell’IDF nell’ambito dell’Operazione “Ruggito del Corvo”. Le forze della Divisione 91 stanno operando nel Libano meridionale e controllano diversi punti nell’area nell’ambito del concetto di rafforzamento della difesa frontale. L’IDF sta lavorando per creare un ulteriore livello di sicurezza per i residenti del nord, attraverso attacchi su vasta scala alle infrastrutture di Hezbollah, al fine di contrastare le minacce e impedire i tentativi di infiltrazione nel territorio dello Stato di Israele. “L’organizzazione terroristica Hezbollah ha scelto di unirsi alla campagna e di agire per conto dell’Iran e si assumerà le conseguenze delle proprie azioni. L’IDF non permetterà che venga fatto del male ai cittadini dello Stato di Israele e continuerà ad agire in ogni modo per proteggerli”, sottolinea.

ARAGHCHI: “EVENTUALE AZIONE MILITARE EUROPEA ATTO DI GUERRA”

“Considereremo qualsiasi azione militare europea come un atto di guerra che richiede una risposta”. Lo ha detto il ministro degli Esteri iraniano Seyed Abbas Araghchi, secondo quanto riporta il Tehran Times.

MEDIA: “AHMADINEJAD SCAMPATO AI RAID, TRASFERITO IN LUOGO SICURO” 

L’ex presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad sarebbe vivo dopo un tentativo di assassinio nei giorni scorsi. Lo hanno riferito fonti informate al sito dell’opposizione Iran International, secondo cui Ahmadinejad non sarebbe rimasto ferito negli attacchi israelo-statunitensi ed è stato trasferito in un luogo sicuro. Nel fine settimana, durante gli attacchi israeliani, i media iraniani hanno diffuso informazioni contrastanti sulla sorte di Ahmadinejad.

MEDIA: “UCCISO NUOVO MINISTRO DIFESA IBN AL-REZA” TEHERAN

Fonti mediatiche vicine al Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) hanno riferito la morte del ministro della Difesa iraniano Majid Ibn al-Reza, nominato appena due giorni fa in sostituzione del predecessore eliminato nei raid iniziali USA-Israele. Lo annuncia Al Arabiya citando canali affiliati ai Pasdaran, che descrivono l’uccisione come avvenuta in un nuovo attacco mirato congiunto americano-israeliano sul territorio nazionale. Majid Ibn al-Reza era stato designato per rafforzare la catena di comando militare dopo l’eliminazione di numerosi alti ufficiali, inclusi il leader supremo Ali Khamenei e vari capi di stato maggiore, nei primi giorni dell’offensiva. La sua morte, se confermata, rappresenta un ulteriore duro colpo alla struttura di comando delle forze armate iraniane in un momento di grave instabilità interna e di continue rappresaglie contro obiettivi nel Golfo e in Israele.

NETANYAHU: “NON E’ UNA GUERRA INFINITA, E’ UNA PORTA PER LA PACE”

“Non avremo una guerra infinita. Questo regime terroristico in Iran è al punto più debole, quindi questa sarà un’azione rapida e decisiva e creeremo le condizioni affinché il popolo iraniano prenda il controllo del proprio destino, per formare un proprio governo democraticamente eletto, che renderà l’Iran completamente diverso”. Così il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in un’intervista a Fox News. “Se realizziamo ciò che intendiamo fare, credo che creeremo le condizioni per la pace. Questa non è una guerra senza fine. Si tratta di qualcosa che inaugurerà un’era di pace che non abbiamo nemmeno sognato”. Poi rivendica i risultati positivi raggiunti insieme al presidente degli Stati Uniti: “Quando lavoriamo insieme, il presidente Trump e io, abbiamo raggiunto di fatto quattro importanti traguardi per la pace. Grazie alla mediazione del presidente Trump, che ha collaborato con me, abbiamo portato avanti gli Accordi di Abramo, che consistevano in quattro trattati di pace con quattro paesi arabi”.

SA’AR: “IRAN PERICOLOSO PER TUTTA L’AREA”

“Il feroce attacco del regime iraniano contro gli Stati del Golfo dimostra che esso è pericoloso per tutti i Paesi della regione, oltre che per i suoi cittadini”. Lo ha detto il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa’ar, durante un briefing per gli ambasciatori stranieri in servizio in Israele, come scrive lo stesso capo della diplomazia su X. “Israele non è disposto a vivere sotto la minaccia dell’annientamento, al pari di nessun altro Paese. Ho fatto riferimento all’attacco di Hezbollah contro Israele e alla sua partecipazione alla guerra, proprio come si è unita all’attacco di Hamas l’8 ottobre. Ciò dimostra ancora una volta che Hezbollah sta agendo al servizio dell’Iran e contro gli interessi del Libano e dei suoi cittadini”, ha affermato.

L’IRAN COLPISCE L’AMBASCIATA USA A RIAD

Due droni hanno colpito nella notte l’ambasciata Usa a Riad. Il ministero della Difesa saudita ha confermato l’attacco che ha causato un “piccolo incendio e lievi danni all’edificio”, ma non ci sono sati né morti né feriti. Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Irgc) dell’Iran ha dichiarato di aver avviato le operazioni per distruggere i “centri politici americani” nella regione. “L’esplosione all’ambasciata è un passo in questa direzione”, ha scritto l’Irgc su Telegram.

L’attacco è avvenuto poche ore dopo che il Dipartimento di Stato americano aveva consigliato ai cittadini di quattordici paesi della regione, tra cui Arabia Saudita, Giordania e Libano, di evacuare l’area.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato a News Nation che “presto” l‘Iran scoprirà quale sarà la risposta all’attacco. Trump ha assicurato che le truppe sul terreno saranno schierate “solo se necessario”.

Gli Stati Uniti hanno deciso di chiudere l’ambasciata a Riad dopo l’attacco iraniano della notte. La rappresentanza diplomatica ha esortato i cittadini “a evitare la sede fino a nuova disposizione”, avvertendo i connazionali di “stare al riparo”. Il dipartimento di Stato Usa ha inoltre ordinato la partenza di tutto il suo personale diplomatico “non urgente” dalle ambasciate in Iraq, Giordania e Bahrein. In un messaggio su X, ha dichiarato di aver aggiornato i suoi avvisi di viaggio per il Bahrein e la Giordania “per riflettere l’ordine dato al personale non urgente del governo americano e ai membri delle loro famiglie di lasciare questi paesi”. Inoltre ha ordinato ieri al personale non urgente “di lasciare l’Iraq per motivi di sicurezza”.

Ora, lavorando insieme contro l’Iran, saremo in grado di ottenere molti altri trattati di pace. Quindi questa non è una guerra infinita. Questa è una porta per la pace. È l’esatto opposto di quello che la gente dice”. Netanyahu respinge l’affermazione secondo cui Trump sarebbe stato trascinato in una guerra con l’Iran da Israele. “Donald Trump è il leader più forte del mondo. Fa ciò che ritiene giusto per l’America. Fa anche ciò che ritiene giusto per le generazioni future. L’Iran è impegnato nella vostra distruzione e Trump lo capisce. Non dovete trascinarlo in niente. Fa ciò che ritiene giusto e questo è giusto”. Poi spiega che “il motivo per cui abbiamo dovuto agire ora è per quello che stavano facendo. Dopo aver colpito i loro siti nucleari e il loro programma di missili balistici, si potrebbe pensare che abbiano imparato la lezione, ma non l’hanno fatto perché sono totalmente fanatici con l’obiettivo di distruggere l’America. Così, hanno iniziato a costruire nuovi siti e nuovi luoghi, bunker sotterranei che avrebbero reso immuni il loro programma di missili balistici e il loro programma di bomba atomica nel giro di pochi mesi. Se non si interviene ora, non si potrà intervenire in futuro”, ha chiosato.

IRAN, LANCIATI OLTRE 450 MISSILI E OLTRE 1100 DRONI SUI PAESI DEL GOLFO

L’Iran ha scaricato sui paesi del Golfo Persico più di 450 missili balistici e da crociera e circa 1.140 droni kamikaze dall’avvio della campagna di rappresaglia contro obiettivi americani e israeliani sul proprio territorio. Lo riferiscono fonti di sicurezza regionali citate da Al Arabiya, precisando che le difese aeree di Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Bahrain, Kuwait e Qatar hanno neutralizzato la stragrande maggioranza dei vettori, limitando i danni a infrastrutture critiche e aree civili, ma con un sensibile aumento dello stato di allerta. Parallelamente, un esponente del Consiglio degli Esperti iraniano ha dichiarato all’agenzia di stampa Isna che la designazione del successore del leader supremo Ali Khamenei – ucciso nei primi giorni degli scontri – “non richiederà molto tempo”. La frase segnala un’accelerazione dei meccanismi di successione in un momento di grave instabilità interna. Fonti ufficiali iraniane confermano inoltre la morte di cinque appartenenti al Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Pasdaran) in raid congiunti americani e israeliani condotti sul suolo nazionale nelle ultime ore.

OLTRE 8.000 PERSONE BLOCCATE IN QATAR PER LA CHIUSURA DELLO SPAZIO AEREO

Il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majed al Ansari, ha dichiarato che più di 8.000 persone – tra passeggeri in transito all’aeroporto internazionale Hamad di Doha e altri a bordo di navi da crociera ormeggiate o in navigazione nel Golfo – sono rimaste bloccate a causa della chiusura dello spazio aereo regionale e delle restrizioni imposte dall’escalation del conflitto. Le autorità qatariote hanno già provveduto a garantire sicurezza, vitto, alloggio e assistenza medica a tutte le persone coinvolte, inclusi cittadini stranieri di numerose nazionalità. “Abbiamo attivato protocolli di emergenza coordinati con le compagnie aeree, le autorità portuali e le ambasciate accreditate – ha aggiunto il portavoce – e nessuno è rimasto privo di supporto. La situazione è sotto controllo e stiamo lavorando per riprendere i flussi normali non appena le condizioni di sicurezza lo consentiranno”.

In merito alle motivazioni addotte dall’Iran per giustificare i suoi attacchi missilistici, il
portavoce ha respinto con forza le accuse. “Tutte le pretese iraniane avanzate per legittimare questi atti di aggressione non hanno alcun fondamento. Il Qatar non ha partecipato né ha fornito supporto a operazioni militari contro l’Iran, e qualsiasi tentativo di coinvolgerci in questo conflitto è privo di basi fattuali e inaccettabile”.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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